cinema Littorio - cinema Alhambra

il cineteatro Alhambra nel 1944

Nel 1935 in via Cadamosto n. 4, nella ex sede del Gruppo Rionale Fascista Oberdan, apre il cinema Littorio. La sala, che ospita pellicole in seconda visione e spettacoli di varietà, si trova nelle vicinanze di Porta Venezia, più precisamente nella via che collega piazza Romana e piazzale Lavater. La sala offre spesso due film al prezzo di uno.
Tra i lavori proiettati in questa fase ricordiamo Viva Villa (Conway, 1934) nel 1936, E’ arrivata la felicità (Capra, 1936),
nel 1938:
Angeli senza Paradiso (Forst, 1933) in doppia programmazione con L’arciere bianco (Hyllier, 1935), La contessa Alessandra (Feyder, 1937)
L’allegro cantante (Gallone, 1939) in doppia programmazione con L’ultima recita (Stahl, 1938) nel 1940,
nel 1941:
Le due monelle di Parigi (Hervil, 1936), E’ sbarcato un marinaio (Ballerini, 1940) e Dora Nelson (Soldati, 1939),
La granduchessa si diverte (Gentilomo, 1940) e Maddalena zero in condotta (De Sica, 1941) nel 1942.

Il cinema chiude nel 1943, viene rinnovato e il 19 febbraio 1944 riapre con il nome di cineteatro
Alhambra (circa 450 posti). Per la serata inaugurale viene scelto il film tedesco La città d’oro (V. Harlan, 1942).
La sala ospita film di seconda visione e spettacoli di varietà. Già nella seconda metà degli anni quaranta l’attività teatrale viene sospesa e la sala entra a far parte della vasta schiera dei cinema di terza visione.
Tra le poche pellicole significative ospitate dal cinema ricordiamo Ore 9: lezione di chimica (Mattoli, 1941) nel 1944, Il tatuato (Cristian-Jacque, 1938; con Fernandel) nel 1946, Fedora (Mastrocinque, 1942) nel 1947, Sangue e arena (Mamoulian, 1941) nel 1948, Gilda (Vidor, 1946) nel 1949,
In nome della legge (Germi, 1949), Vulcano (Dieterle, 1950), Scarpette rosse (Powell e Pressburger, 1948) nel 1950, Luci del varietà (Fellini, Lattuada, 1950) e L’inafferrabile 12 (Mattoli, 1950) nel 1951,
nel 1952:
Venere e il professore (Hawks, 1948), Yvonne la nuit (Amato, 1949; con Totò) e O.K. Nerone (Soldati, 1951)
Totò e le donne (Steno, 1952) nel 1953,
nel 1954:
Lo sai che i papaveri (Metz, Marchesi, 1952), Moulin Rouge (Huston, 1952), Le vacanze del signor Hulot (Tati, 1953) e Il terzo uomo (Reed, 1949)
Un americano a Roma (Steno, 1954) nel 1955, Il grande cielo (Hawks, 1952) nel 1958, Come le foglie al vento (Sirk, 1956) e Poveri ma belli (Risi, 1956) nel 1959, Il colosso d’argilla (Robson, 1956) nel 1960, Ladri di cadaveri (Mendez, 1956) nel 1961.
La sala chiude nei primi mesi del 1962. Il suo spazio viene occupato da una stazione di polizia.

 

Il palazzo di via Cadamosto, sede del G.R.F. Oberdan intorno al 1932
(su gentile segnalazione di Willy Salveghi; da skycrapercity.com)                                   foto

Il cineteatro Alhambra nel 1944                                                               foto*

Medesimo spazio urbano nel 2008
La facciata della stazione di polizia                                                    foto 1 foto 2
Via Cadamosto verso piazzale Lavater                                                        
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Via Cadamosto verso piazza Romana                                                         
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Vista aerea dell’ex cinema Alhambra nel 2010                                     foto

Mappa di Milano (corso Buenos Aires)
Posizione del cinema                                                                                  
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*l’asterisco segnala foto e materiale di particolare interesse

 

 

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