cinema Eliseo - cinema Moderno - cinema Aramis

il cinema Moderno intorno al 1960 

testo scritto in collaborazione con Marco Ferrari

In fondo a viale Padova, al civico 272, dagli inizi del 1929 è attivo il cinema Eliseo. Siamo a Crescenzago, un paesino autonomo fino al 1923 e, in seguito, un quartiere periferico di Milano confinante a nord con Cologno Monzese e sesto San Giovanni. D’estate il cinema proietta i film in un giardino all’aperto.
Tra i film proiettati nel dinema ricordiamo
nel 1938:
Imperatore della California (t.o. Der Kaiser von Kalifornien, Trenker, 1936) e La canzone del fiume (t.o. Banjo on My Knee, Cromwell 1936), Il mercante di schiavi (Garnett, 1937) e Quei due (Righelli, 1935)
La sala non compare sulle pagine dei quotidiani milanesi.

Intorno al 1945 il locale cambia nome e diviene il cinema Moderno.
La programmazione è di terza visione, principalmente incentrata su commedie italiane o film d’avventura, usciti generalmente almeno uno-due anni prima nelle sale del centro storico e che ormai hanno completato la circolazione nelle sale di prima e seconda visione.
Il locale inizia a comparire sulle pagine dei quotidiani milanesi solo nel 1951.
La programmazione allinea film popolari e qualche pellicola di qualità.
Tra le pellicole più interessanti proiettate al Moderno ricordiamo
nel 1946:
La signorina e il cowboy (Wellman, 1943 con John Wayne), Giorni di gloria (Visconti, De Santis, 1945), La porta del cielo (De Sica, 1945)
Uomo bianco tu vivrai (Mankiewicz, 1950) e Il capitano nero (Ansoldi, 1951) nel 1951
nel 1952:
La voce nella tempesta (Wyler, 1939), I trafficanti della notte (Dassin, 1950), Anema e core (Mattoli, 1951), Shangai Express (Sternberg, 1932) e Don Camillo (Duvivier 1952, con Gino Cervi e Fernandel)
nel 1953:
Ergastolo (Capuano, 1952), Il grade cielo (Hawks, 1952) e Altri tempi (Blasetti, 1952) nel 1953
nel 1954:
Teresa Raquin (Carné, 1953), Le quattro piume (Korda, 1939), Le giubbe rosse del Saskatchewan, (Walsh, 1954), Gelosia (Germi, 1953), Gli uomini, che mascalzoni (Camerini, 1932)
Vacanze romane (Wyler, 1953 con Audrey Hepburn) nel 1955, Il fiume rosso (Hawks, 1948 con John Wayne) e Siamo uomini o caporali (Mastrocinque, 1955) nel 1956,
nel 1957:
Prima dell’uragano (Walsh, 1955), Gli innamorati (Bolognini, 1955) e Mizar (De Robertis, 1954)
Michele Strogoff (Gallone, 1956 con Sylvia Koscina) e I dritti (Amendola, 1957), nel 1958, I vichinghi (Fleischer, 1958) e La sfida (Rosi, 1958) nel 1959, Gli zitelloni (Bianchi, 1958 con Vittorio De Sica e Walter Chiari) e La zingara rossa (Losey, 1958) nel 1960,
nel 1961:
Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi (Mattoli, 1960), La notte brava (Bolognini, 1959) e Anonima cocottes (Mastrocinque, 1960)
Splendore nell’erba (Kazan, 1961) nel 1962,
nel 1964:
Pugno proibito (Karlson, 1962 con Charles Bronson), Crimen (Camerini, 1960) e Gli uccelli (Hitchcock, 1963)
La ciociara (De Sica, 1960) e La cambiale (Mastrocinque, 1959) nel 1965,
nel 1966:
Week-End a Zuydcoote (Verneuil, 1964 con Jean-Paul Belmondo), Rapina al sole (Deray, 1965) e Una questione d’onore (Zampa, 1966)
La battaglia di Rio della Plata (Powell e Pressburger, 1956) nel 1967, La feldmarescialla (Steno, 1965, con Rita Pavone) nel marzo 1968.

Nell’estate del 1968 il cinema Moderno chiude; il palazzo viene completamente ristrutturato; nel settembre 1970 il cinema riapre con un nuovo nome: Aramis; la programmazione tuttavia non cambia, privilegiando il cinema popolare e rimanendo particolarmente “sorda” al cinema di qualità.  Il locale è sempre classificato tra le terze visioni.
L’ingresso del nuovo locale rimane al civico 272 ed è ubicato all’angolo tra viale Padova e via Rovigo; all’interno ci si trova in un piccolo atrio con di fronte la cassa; alla cassa è possibile acquistare anche le caramelle; sulla sinistra ci sono gli accessi per platea e galleria, quest’ultima piuttosto piccola. La capienza complessiva è di 850 posti. L’Aramis è dotato di sedie di simil-plastica ed è caratterizzato dalla costante presenza in platea di un odore dolciastro di detersivo di pavimenti, lievemente fastidioso, probabilmente quello usato dall’addetto alle pulizie. In galleria l’odore è molto meno avvertibile.
Nei primi anni di attività la programmazione è analoga a quella del Moderno: l’unica novità – dettata solo dai mutati costumi – è la commedia erotica all’italiana.
All’inizio del 1980  l’Aramis, a dispetto della propria storia (decisamente insensibile al film d’autore), diventa un cinema d’essai. Nell’estate del 1980, l’Aramis ospita una lunga rassegna di film con Humphrey Bogart, organizzata dall’associazione Club del Cinema; la rassegna è divisa in due parti: la prima occupa tutto il mese di luglio, la seconda quello di agosto. L’iniziativa viene ripresa dai quotidiani milanesi ed è pubblicizzata in città tramite la distribuzione di volantini e l’affissione di manifesti stradali riportanti il programma. I manifesti sono presenti anche in zone piuttosto distanti dal locale, come ad esempio Largo Augusto: una simile visibilità per la rassegna di una sala di estrema periferia, anche se d’essai, è un caso piuttosto raro in genere e unico nella storia dell’Aramis.
Il ciclo riscuote un discreto successo, al punto che alcune pellicole con Humphrey Bogart vengono riproposte anche nei mesi successivi: ad esempio nel gennaio 1981 è in cartellone Casablanca (Curtiz, 1941).
Tra le pellicole più interessanti proiettate all’Aramis ricordiamo
nel 1970:
I magliari (Rosi, 1959, con Alberto Sordi), ... e per tetto un cielo di stelle (Petroni, 1968), Cuori solitari (Giraldi, 1969), Diabolicamente tua (Duvivier, 1968) e Il buono, il brutto e il cattivo (Leone, 1966)
nel 1971:
Il garofano verde (Hughes, 1967), Brancaleone alle crociate (Monicelli, 1970), Dove vai tutta nuda? (Campanile, 1969), La donna a una dimensione (Baratti, 1969) e Ulisse (Camerini, 1964 con Kirk Douglas)
 nel 1972:
La conquista del West (Ford, Hathaway, Marshall e Thorpe, 1962), Bubù (Bolognini, 1971), Con quale amore, con quanto amore (Campanile, 1969) e …continuavano a chiamarlo Trinità (Barboni, 1971)
Un posto ideale per uccidere (Lenzi, 1971) e La bestia uccide a sangue freddo (Di Leo, 1971) nel 1973,
nel 1974:
Tarzan il magnifico (Day, 1960), Giornata nera per l’ariete (L. Bazzoni, 1971), Gli orrori del castello di Norimberga (Bava, 1972) e Una città chiamata Bastarda (Parrish, 1971) 
nel 1975:
Manone il ladrone (Anthony M. Dawson/Antono Margheriti, 1974), Signori si nasce (Mattoli, 1960), Totò cerca pace (Mattoli, 1954), La cognatina (Bergonzelli, 1975)
nel 1976:
La calda notte dell’ispettore Tibbs (Jewison, 1967), Mezzogiorno e mezzo di fuoco (Brooks, 1974) e Yakuza (Pollack, 1975), Le quattro piume (Korda, 1939 - riedizione) 
nel 1977:
Faccia a faccia (Sollima, 1967), Il clan dei siciliani (Verneuil, 1970), I professionisti (Aldrich, 1966) e I dieci comandamenti (De Mille, 1956)
nel 1978:
Ultime grida dalla savana (Morra e Cimatti, 1975), Viva la muerte... tua (Tessari, 1971) e David e Golia (Baldi e Pottier, 1958, con Orson Welles),
Lenny (Fosse, 1974) e Il dottor Zivago (Lean, 1965) nel 1979
la doppia rassegna di film con Humphrey Bogart nell’estate 1980
nel 1981:
West Side Story (Wise, 1961), C’era una volta il West (Leone, 1968), Quarto potere (Welles, 1941), Casablanca (Curtiz, 1942), La regina d’Africa (Huston, 1951) e Ore disperate (Wyler, 1955)
nel 1982:
Profondo rosso (Argento, 1975), Il cacciatore (Cimino, 1978), Halloween (Carpenter, 1978), Un lupo mannaro americano a Londra (Landis, 1981) e Il cacciatore (Cimino, 1976)
Arancia meccanica (Kubrick, 1971) nel 1983.
Purtroppo però la rassegna Bogart segna solo di una parentesi felice in una parabola discendente: la crisi delle sale periferiche non lascia scampo e il cinema Aramis chiude nei primi mesi del 1983.
In seguito viene trasformato nella discoteca “Le Charme” e successivamente nel locale di spogliarello “Strip Tease”.

 

Manifesti del cinema Eliseo (fonte: Cineteca Italiana –  www.lombardiabeniculturali.it):
Imperatore della California; La canzone del fiume – giu. 1938                           immagine

Il cinema Moderno intorno al 1960 (per gentile concessione di Fernando Ornaghi)              foto 1foto 2*

Manifesti al cinema Aramis intorno al 1972(per gentile concessione di Alberto Garlaschelli):
in programmazione ...e lo chiamarono Spirito Santo (Mauri 1971)                          foto

Lo Striptease nel maggio 2008
La facciata                                                                                              foto 1foto 2 - foto 3
Il locale verso piazza Loreto                                                                                 
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Il locale verso Sesto San Giovanni                                                                        
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Piantina illustrativa della struttura del cinema Aramis
(ricostruzione a cura di Marco Ferrari – set 2010)                                                immagine*

Manifesti del cinema Moderno (fonte: Cineteca Italiana –  www.lombardiabeniculturali.it):
Giorni di Gloria; La signorina e il cowboy; La porta del cielo – ago. 1946        immagine

Manifesti del cinema Aramis:
Omaggio ad Humphrey Bogart (parte prima) – luglio 1980   
(per gentile concessione di Marco Ferrari)                                                                         immagine

Programmi rassegne (per gentile concessione di Marco Ferrari):
Omaggio ad Humphrey Bogart (parte prima) – luglio 1980                        
imm. 1 - imm.2 - imm. 3

Annunci pubblicitari su quotidiani :
Le quattro piume- 10 gen. 1976                                                                           immagine
Omaggio ad Humphrey Bogart – parte seconda” - 30 lug. 1980
(per gentile concessione di Marco Ferrari)                                                                           immagine
Casablanca – 1 lug. 1980
(per gentile concessione di Marco Ferrari)                                   immagine
West Side Story – 6 dic. 1981
(per gentile concessione di Marco Ferrari)                             immagine

Biglietto del cinema Aramis (per gentile concessione di Marco Ferrari)
       (1980)                                                                                                        immagine

Mappa di Milano (via Padova)
Posizione del cinema                                                                                            
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* l’asterisco segnala foto e materiale di particolare interesse

scheda creata nell’apr.2010; ultimo aggiornamento: apr.2017

 

 

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