cinema Carcano - cinema Arcadia

il cinema nel 1970;
il film in cartellone è L’unico gioco in città

testo scritto in collaborazione con Marco Ferrari

Nel 1803, in piena epoca napoleonica, non può stupire che nell’area di un ex convento (di San Lazzaro) sorga un teatro. Questo accade appunto in corso di Porta Romana, quando Giuseppe Carcano affida all’architetto Luigi Canonica la creazione del teatro Carcano (circa 1200 posti), dedito principalmente al melodramma. Spettacolo inaugurale fu Zaira con musica di Vincenzo Federici.
Nel 1813 vi tenne un celebre concerto Niccolò Paganini.
Il Carcano conobbe nell’Ottocento un’enorme notorietà, al punto da poter sfidare (in un breve periodo) la stessa Scala. Infatti negli anni trenta la dirigenza del teatro fu in grado di commissionare opere nuove a Donizetti e Bellini ossia ai massimi musicisti dell’epoca. In quella sala pertanto vennero eseguite per la prima volta Anna Bolena (dicembre 1830) del compositore bergamasco e La sonnambula (marzo 1831) dell’autore catanese.
Negli ultimi decenni dell’Ottocento il locale attraversò un lungo periodo di crisi, non resse la concorrenza di Scala, Dal Verme e Canobbiana (dal 1894 teatro Lirico) e fu attivo solo saltuariamente.
Con disposizione della Commissione di vigilanza del 8 maggio 1904 il teatro viene dichiarato pericolante e chiuso. Il locale rimane inattivo per una decina d’anni, in attesa di essere abbattuto. Prima della demolizione, il 24 maggio 1913, l’Associazione Lombarda dei Giornalisti promuove una serata d’addio; il 21 luglio dello stesso anno inizia la demolizione.
In quello stesso 1913 iniziano i lavori di edificazione del nuovo teatro Carcano, su impulso di Luigi Gianoli. Il progetto è dell’architetto Nazzareno Moretti il quale, per dirigere i lavori, trasporta il proprio studio in una stanza del nuovo palazzo in costruzione. Moretti crea un edificio solenne con porticato e corpo principale rientrante, a forma di emiciclo.
Il nuovo teatro viene inaugurato la sera del 4 giugno 1914 con uno spettacolo di beneficenza.
Negli anni venti, tuttavia, sopra il porticato viene eretto un fabbricato residenziale che nasconde la vera facciata del teatro il quale, contestualmente, si trasforma in cineteatro: nel periodo tra le due guerre il Carcano inizia ad offrire anche spettacoli cinematografici, alternati a quelli teatrali. Ciò avviene con regolarità a partire dal 1927.
Nell’estate 1947 il locale chiude; riadattato per un’offerta prevalentemente cinematografica, il Carcano (1200 posti) riapre l’8 ottobre 1948.
Nei decenni seguenti il cineteatro, situato in corso di Porta Romana n. 65, offre ai suoi spettatori soprattutto film, a volte abbinati a riviste. Di tanto in tanto si torna a mettere in scena lavori di prosa e semplici operette. In ogni caso attori dell’importanza di Salvo Randone, Giorgio Albertazzi, Valeria Moriconi, Giulio Bosetti, Anna Proclemer e molti altri si sono esibiti tra queste mura.
La sala cinematografica, invece, non è tra le principali della scena milanese e si limita a proporre seconde visioni. Tra le pellicole più interessanti, ospitate dal locale, ricordiamo Mare nostrum (Ingram, 1926) nel 1927, Uno scapolo a Parigi (t.o. A Gentleman of Paris, H. d’Arras, 1927) nel 1928, Asfalto (May, 1929) nel 1930, Ginevra degli Almieri (Brignone, 1935) nel 1936, Ardimento (L’Herbier, 1935) nel 1938, Amore e mistero o L’agente segreto (Hitchcock, 1936) nel 1939, Oltre l’amore (Gallone, 1940), Marocco (Sternberg, 1931) nel 1940, L’assedio dell’Alcazar (Genina, 1940) nel 1941
nel 1942:
La scuola dei timidi (Bragaglia, 1941), Avventurieri dell’aria (Hawks, 1939), Fari nella nebbia (Franciolini, 1942) e Giungla (Malasomma, 1942) 
Il campione (Borghesio, 1943), Mater dolorosa (Gentilomo, 1942) e Colpi di timone (Righelli, 1942) nel 1944, Tom Edison giovane (Taurog, 1940) nel 1945, L’idolo delle folle (S. Wood, 1942) nel 1947, La donna del bandito (Ray, 1947) nel 1949, Napoli milionaria (De Filippo, 1950), L’ereditiera (Wyler, 1949) nel 1950, L’ereditiera (Wyler, 1949) nel 1951, Cameriera bella presenza offresi (Pastina, 1951) e Mentre Parigi dorme (Carné, 1946) nel 1952
nel 1953:
Gli occhi che non sorrisero (Wyler, 1952), Spartaco (Freda, 1953), Il cavaliere della valle solitaria (Stevens, 1953) e Via col vento (Fleming, 1939)
nel 1954:
Il grande caldo (Lang, 1954), Anni facili (Zampa, 1953), Casa Ricordi (Gallone, 1954) e La mano dello straniero (Soldati, 1954)
L’ultimo apache (Aldrich, 1954) e L’oro di Napoli (De Sica, 1954) nel 1955, L’uomo che sapeva troppo (Hitchcock, 1956), Quando la moglie è in vacanza (Wilder, 1955) nel 1956, L’invasione degli ultracorpi (Siegel, 1956) nel 1957, La donna del destino (Minnelli, 1957) e Belle ma povere (Risi, 1957) nel 1958,
nel 1959:
I soliti ignoti (Monicelli, 1958), Estate violenta (Zurlini, 1959), Mogli pericolose (Comencini, 1958)
nel 1960:
Le sorprese dell’amore (Comencini, 1959), Notorious (Hitchcock, 1946) e Sexy Girl (Boisrond, 1959)
Cavalcarono insieme (Ford, 1961), Picnic alla francese (Renoir, 1961) nel 1962, Il riposo del guerriero (Vadim, 1962) nel 1963, Lo spione (Melville, 1962) e Il disprezzo (Godard, 1963) nel 1964, Un dollaro bucato (Ferroni, 1965), La mano vendicatrice (Hibbs, 1954) nel 1966
Enzo Jannacci, nella spiritosa canzone Veronica (1965), offre un quadro poco lusinghiero del Carcano: è proprio in quel locale che la prostituta Veronica accontenta i suoi clienti “per una cifra modica”. Il cantautore scrive: “l 'amor con te non era cosa comoda, nè il luogo, forse, era il più poetico: al Carcano, in pé”.
Il Carcano termina la propria attività cinematografica nel marzo 1966.

Il 24 settembre1969
l’ex Carcano si trasforma nel Cinema Arcadia, abolisce le riviste e punta sul cinema di qualità (sporadici divengono gli spettacoli teatrali), in linea con la grande stagione filmica degli anni settanta e col fiorire delle sale d’essai (a Milano, a metà degli anni settanta, se ne contano addirittura una ventina, oggi quasi tutte scomparse). Il film scelto per l’apertura è La donna scarlatta (Valere, 1969). Nel primo anno di attività il locale entra addirittura a far parte dei cinema di prima visione, per poi ripiegare tra le sale di seconda visione. Negli anni settanta, tuttavia, ospita in prima visione numerosi film d’autore in genere assai poco commerciali, destinati a un ristretto pubblico di cinefili. 
Tra le pellicole più significative proiettate nella sala citiamo
L’assoluto naturale (Bolognini, 1969), Professione bigamo
(Antel, 1969),
nel 1970:
L’uomo venuto da Chicago (Boisset, 1970), Il giovane normale (Risi, 1969), L’unico gioco in città (Stevens, 1970), Otto e mezzo (Fellini, 1963), Adulterio all’italiana (Festa Campanile, 1965), I Girasoli (De Sica, 1970), L’impossibilità di essere normale (Rush, 1970), Uomini contro (Rosi, 1970), Anni ruggenti (Zampa, 1962)
nel 1971:
Una lucertola con la pelle di donna (Fulci, 1971), La califfa (Bevilacqua, 1971), Patton generale d’acciaio (Schaffner, 1970), Il commissario Pelissier (Sautet, 1971), Confessione di un commissario di polizia a un procuratore della repubblica (Damiani, 1971), La coda dello scorpione (Martino, 1971)
nel 1972:
Sole rosso (Young, 1971), All’onorevole piacciono le donne (Fulci, 1972), Senza famiglia (Gassman, 1972), Cosa avete fatto a Solange? (Dallamano, 1972), Perché quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer? (Carnimeo, 1972)
nel 1973:
La prima notte di quiete (Zurlini, 1972), Tutto quello che avresti voluto sapere sul sesso... (Allen, 1972), La piscina (Deray, 1969), Corri uomo corri (Sollima, 1968) e Riflessi in uo specchio scuro (Lumet, 1971)
nel 1974:
L’invito (Goretta, 1973), Godspell (Greene, 1973), Questo pazzo, pazzo, pazzo pazzo mondo (Kramer, 1963; ried.)
nel 1975:
Andrej Roublev
(Tarkovski, 1967), La tierra prometida (Littin, 1972), Scene da un matrimonio (Bergman, 1974), Non si scrive sui muri a Milano (Maiello, 1975), Il caso Raoul (Ponzi, 1975)
nel 1976:
Irene, Irene (P. Del Monte, 1975), Dillinger è morto (Ferreri, 1969), Via dei pompieri n. 25 (Szabò, 1973), Provaci ancora Sam (Ross, 1972; con W. Allen), Roma (Fellini, 1971), Ad occhi bendati (Kovacs, 1975), Quanto è bello lu murire acciso (Lorenzini, 1976), Matti da slegare (Bellocchio, 1976), Don Milani (Angeli, 1976), Queimada (Pontecorvo, 1970), L’udienza (Ferreri, 1971), Sotto il selciato la spiaggia (H. Sanders, 1975), San Michele aveva un gallo (Taviani, 1973), Il deserto dei Tartari (Zurlini, 1976)
nel 1977:
 Minnie e Moskowitz (Cassavetes, 1971), Comma 22 (Nichols, 1970), Ricostruzione di un delitto (Anghelopulos, 1970), I giorni del 36 (Anghelopulos, 1972) e La recita (Anghelopulos, 1975)
Ecce bombo (Moretti, 1978) e Hi Mom (De Palma, 1970; prima uscita italiana 1978) nel 1978
nel 1979:
Nel corso del tempo
(Wenders, 1975; prima uscita italiana 1979), El Pisito (Ferreri, 1958; prima uscita italiana 1979), La merlettaia (Goretta, 1976; prima uscita italiana 1979), Renaldo e Clara (B. Dylan, 1978)
nel 1980:
Schiava d’amore (Mikhalkov, 1975), Rust Never Sleeps (N. Young, 1980) e Il matrimonio di Maria Braun (Fassbinder, 1978).
Nel 1975 l’Arcadia ospita la Rassegna del Cinema di Fantascienza a cura di Luigi Cozzi con il contributo di Italnoleggio Cinematografico e Libra Editrice; ogni serata, prima delle proiezioni, prevede un intervento di Luigi Cozzi che presenta e commenta i film. Inizialmente la rassegna è prevista dal 22 maggio all'11 giugno, visto il successo, le proiezioni poi proseguono fino al 27 del mese.
I 36 film proiettati, in ordine di programmazione sono: King Kong (1933), La vendetta di Gwangi (1968), La Cosa da un altro Mondo (1951), La guerra dei Mondi (1952), l'Astronave Atomica del Dott. Quatermass (1955), Quatermass e L'Astronave degli esseri perduti (1967), La vendetta del Mostro (1954), Cittadino dello Spazio (1954), La terra contro i dischi volanti (1956), Tarantola (1955), A trenta milioni di Km dalla terra (1957), Radiazione B.X distruzione uomo (1957), Ricerche Diaboliche (1958), N.P Il segreto (1974)Fahrenheit 451 (1966), S.O.S. Naufragio nello spazio (1964), Conto alla rovescia (1967), I due mondi di Charly (1968), Il Pianeta delle scimmie (1968), 2001:Odissea nello spazio (1968), Zardoz (1973), Un milione di anni fa (1966), Il Dottor Cyclops (1939), Base Luna chiama Terra (1964), Viaggio Allucinante (1966), Nel 2000 la fine dell'uomo (1969), L'uomo illustrato (1968), La ragazza di latta (1979), Fluido Mortale (1958), Prigionieri dell'Antartide (1956), Esperimento IS: Il mondo si frantuma (1964), I Misteriani (1958), Il mostro che sfidò il Mondo (1957), 1975:Occhi bianchi sul pianeta terra (1971), Uomini H (1958), Il Mondo dei Robot (1973), Solaris (1972). 
Dato il successo riscontrato, la stessa rassegna con la maggior parte degli stessi titoli, sarà replicata l’anno successivo al cinema Argentina (*) e in seguito anche a Roma e a Firenze.
Esaurita l’epoca delle grandi passioni ideologiche anche l’Arcadia entra in crisi di identità: nella seconda metà del fatidico 1980 (l’anno di svolta, verso un decennio tutto differente) chiude.
Dopo una radicale e rapida ristrutturazione, il 24 novembre 1980 il cinema Arcadia torna ad essere il teatro Carcano, ora però esclusivamente dedito alla illustre tradizione del teatro di prosa.
In tale veste giunge fino ai nostri giorni (2016).

 

Il teatro Carcano nell’Ottocento                                                                     immagine

Una festa di Carnevale al Carcano nel 1852                                                   immagine

Il teatro Carcano dopo la ristrutturazione del 1913                                        foto

Il teatro Carcano nel 1914 (per gentile concessione di Willy Salveghi)                           foto

Il cineteatro Carcano intorno al 1925 (su gentile segnalazione di Marco Ferrari)                 foto*

Il cineteatro Carcano nel 1929 (su gentile segnalazione di Marco Ferrari)                               foto

Il cineteatro Carcano intorno al 1930                                                                foto*
Dettaglio dell’ingresso. In programmazione Santarellina (E. Perego, 1923)
Corso di Porta Romana si chiamava semplicemente Corso Roma                            
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Il cinema Carcano nel 1933 (per gentile concessione di Willy Salveghi)                           foto

Il cinema Carcano nel 1965 (per gentile concessione di Willy Salveghi)
In programmazione La notte dell’iguana (J. Huston, 1964)                                   
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Il cinema Arcadia nel mag. 1970
In programmazione c’è il film americano L’unico gioco in città (G. Stevens, 1970)   foto*
L’ingresso                                                                                                            
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Il cinema Arcadia nel 1970
(dal libro “Saluti da Milano” di Dina Rebaudengo - per gentile concessione di Anna Costantini)           foto*

Il cinema Arcadia nel luglio 1973 (per gentile concessione di Marco Ferrari)                           foto*

Il cinema Carcano nella primavera 1980 (foto De Bellis; su gentile segnalazione di Willy Salveghi)
In programmazione Rust Never Sleeps (N. Young, 1979)                                        foto*

Vista aerea del teatro Carcano nel 2010 (per gentile segnalazione di Marco Ferrari)           foto

Il teatro Carcano nel dicembre 2007      
L’edificio verso Porta Romana                                                                 
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L’edificio verso piazza Missori                                                                   
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L’ingresso                                                                                                          
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Il teatro Carcano nel 2007 (per gentile concessione di Willy Salveghi)
La sala durante uno spettacolo                                                                               foto

Manifesti del cinema Carcano (fonte: Cineteca Italiana –  www.lombardiabeniculturali.it)
Uno scapolo a Parigi – 2/4 nov. 1928                                                                   immagine

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L’assoluto naturale – 20 nov 1969                                                                      immagine
Professione bigamo - dic. 1969                                                                          
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L’uomo venuto da Chicago – ott. 1970                                                                immagine
La tierra prometida - 3 ott. 1975                                                                         
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Non si scrive sui muri a Milano - 11 dic. 1975                                                    
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Irene Irene - 31 dic. 1975                                                                                    
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Don Milani – 29 apr 1976                                                                                
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Ad occhi bendati – 5 nov. 1976                                                                            
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Nel corso del tempo – 16 mar. 1979                                                                     
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Programmi rassegne (per gentile concessione di Paolo Misul)
Prima rassegna nazionale del cinema di fantascienza – 1975                             imm. 1 - imm 2

Testo della canzone Veronica (1965) di Enzo Jannacci                                         testo
Copertina del 45 giri
(per gentile concessione di Willy Salveghi)                                                        immagine

Mappa di Milano (piazza Missori)
Posizione del cinema                                                                                          
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Si ringrazia il signor Paolo Misul per il materiale e le notizie fornite

* l’asterisco segnala foto e materiale di particolare interesse

                   screda creata nel nov. 2009; ultimo aggiornamento mar. 2016

 

 

si invitano i  numerosi giornalisti e lettori che utilizzano i testi del sito (spesso  con semplici copia/incolla) a citare la fonte