cinema Cittanova - cinema Pussycat

il cinema intorno al 1950

testo scritto in collaborazione con Marco Ferrari

Il cinema Cittanova (650 posti) – locale situato al termine di via Giambellino (numero civico 153), in prossimità di piazza Tirana - esordisce nel marzo 1949.
Si tratta di un cinema popolare di terza visione, ubicata in un quartiere periferico: è l’evoluzione del modello di sala rionale degli anni Venti e Trenta e la programmazione è di conseguenza incentrata su commedie italiane o su film americani d’avventura, usciti generalmente almeno un anno prima e ormai abbondantemente sfruttati dalle sale del centro storico e di seconda visione.
Nel 1967 nella gestione subentra Albino Carenzi. All’inizio degli anni Settanta, la sala ha in cartellone anche film americani di discreto livello – Il compromesso, La confessione, La pietra che scotta, L’impossibilità di essere normale – tuttavia dal 1974 la programmazione vira verso la commedia erotica all’italiana.
Negli anni ’70-’80 la programmazione del Cittanova era coordinata da Ernesto Di Sarro il quale seguiva anche quella di altre sale di seconda visione quali Loreto, De Amicis, Augusteo, XXII Marzo, Arcobaleno, Ducale nonché del cinema Excelsior.
La proposta filmica è legata al cinema di intrattenimento popolare; scarsa la presenza di film di qualità (più alta nel primo periodo della vita della sala) e quasi nulla quella del film d’autore (si segnalano le presenze de I delfini e di Salvatore Giuliano). Perfino negli anni del boom del cinema politico (1968-75), le pellicole “impegnate” scarseggiano.
Tra le pellicole più significative, ospitate dalla sala, ricordiamo
nel 1949
Il bandito (Lattuada, 1946), Fascino (Vidor, 1944), Ultimo orizzonte (Wellman, 1946 con Glenn Ford) nel 1949,
nel 1950:
Sciuscià (De Sica, 1946), Riso amaro (De Santis, 1949), Il cielo può attendere (Lubitsch, 1943), Il mulino del Po (Lattuada, 1949) e Arriva John Doe (Capra, 1941 con Gary Cooper)
I tre moschettieri del Missouri (Enright, 1941) e Solo contro il mondo (Douglas, 1949) nel 1951, Stromboli (Rossellini, 1950) e La bolgia dei vivi (Seiler, 1939) nel 1952, L'avventuriero di Macao (Von Sternberg, 1952) nel 1953, Totò a colori (Steno, 1952) e Meglio un mercoledì da leone (P. Sturges, 1947) nel 1954, La belva dell’autostrada (Lupino, 1953) nel 1955, Suor Letizia (Camerini, 1956) nel 1958, La città nuda (Dassin, 1948) e La storia del generale Custer (Walsh, 1941) nel 1959, La maschera di Frankenstein (Fisher, 1957) sempre nel 1959, Il testamento del mostro (Renoir, 1961) e Il vigile (Zampa, 1961) nel 1962, La legge (Dassin, 1958) e Il vento non sa leggere (R. Thomas, 1958) nel 1963, I delfini (Maselli, 1960) e Operazione terrore (Edwards, 1962) nel 1964, Salvatore Giuliano (Rosi, 1961) nel 1965, Guerra e pace (Vidor, 1956), Sedotta e abbandonata (Germi, 1964) e Tamburi sul grande fiume (Huntington, 1963) nel 1966, Omicron (Gregoretti, 1963) nel 1967, La volpe (Rydell, 1967) e Le piacevoli notti (Crispino, 1966) nel 1969
nel 1970
Faustina (Magni, 1968), Distruggete Frankenstein (Fisher, 1969), Violenza al sole (Vancni, 1969) e Nuda sotto la pelle (J.Cardiff, 1968)
nel 1971
Il compromesso (Kazan, 1969), Il medico della mutua (Zampa, 1968), La confessione (Costa Gavras, 1970) e San Giovanni decollato (Palermi 1941)
nel 1972
Il sasso in bocca (Ferrara, 1970), L’impossibilità di essere normale (Rush, 1970), San Giovanni decollato (Palermi 1941)
Taras il magnifico (J. Lee Thompson, 1962) nel 1973, Mercoledì delle ceneri (Peerce, 1973, con Henry Fonda e Elizabeth Taylor),
nel 1974
Trappola per un lupo (Chabrol, 1972), Il consigliori (De Martino, 1973) e La pietra che scotta (Yates, 1972 con Robert Redford)
Il Dio Serpente (Vivarelli, 1970 con Nadia Cassini) e L’anatra all’arancia (Salce, 1975 con Ugo Tognazzi) nel 1976, Quant’è bella la Bernarda, tutta nera tutta calda (Dandolo, 1975) e Emanuele l’antivergine (Giacobetti, 1975 con Sylvia Kristel) nel 1977, Quel motel vicino alla palude (Hooper, 1977 con Robert Englund) e Bestialità (Skerl, 1976) nel 1978, Sole sesso e pastorizia (Rothemund, 1973) nel 1978 e La dottoressa del distretto militare (Cicero, 1976 con Edwige Fenech) e Aragosta a colazione (Capitani, 1979) nel 1980.
All’inizio degli anni ottanta gli incassi di una sala di seconda/terza visione precipitano drasticamente e il Cittanova non fa eccezione: Albino Carenzi – anche per ripianare alcuni debiti di gestione – nel gennaio 1981 apre al film porno che in quegli anni (tale produzione viene liberalizzata, di fatto, nel 1979) garantisce ottimi incassi; tuttavia la sala non si specializza ancora nel genere e nella pagina degli spettacoli rimane al di fuori dalla colonna delle sale a luce rossa.
Fino al 1987 il Cittanova porta avanti una programmazione mista, alternando film a luce rossa e film normali; in quest’ultimo caso, la sala si specializza in film di kung-fu, proiettando i film di Bruce Lee e dei suoi emuli. Nei racconti di un abitante della zona troviamo sia la descrizione del mitico dipendente Biagio il quale si occupava di tutto, spesso da solo: dalla cassa alla proiezione, alla vendita in sala dei gelati, sia il ricordo di un’affollata e caotica proiezione mattutina di Dalla Cina con furore (W. Lo, 1972) nel 1973, che sembra radunasse tutti i balordi di Milano.
Ancora in data giovedì 26 febbraio 1987 la sala ha in cartellone Grandi Magazzini (Castellano e Pipolo, 1986). Le presenze però continuano a rimanere scarse e nell’estate 1987 viene decisa la definitiva conversione a luce rossa. Si legga al riguardo la sconsolata dichiarazione del gestore Carenzi nell’articolo del Corriere della Sera (set. 1989).
Sul finire degli anni novanta, in corrispondenza con il cambio di gestione, curato dalla Duomo Film,  il Cittanova cambia nome in Pussycat, il che non lascia dubbi sul tipo di programmazione.
Per quanto riguarda le pellicole a luce rossa, a titolo di cronaca ricordiamo gli erotici  Innocenza impudica (J. Rollin, 1975) e Capriccio di Barbara (P.B.Reinhard, 1983) tutti nel dicembre 1984, e gli hardcore Transexual Yoyane nel dicembre 1991, Gocce profonde nel febbraio 1996 e Bologna serata libidinosa nel febbraio 2011.
Il locale è ancora attivo nel 2012, sempre con il nome Pussycat.

 

Lo stabile del cinema Cittanova intorno al 1950 (per gentile concessione di Marco Ferrari)
Piazza Tirana e dettaglio dell’edificio                                                          foto 1 - foto 2

Il cinema Pussycat nell’ottobre 2009 (per gentile concessione di Marco Ferrari)
La facciata                                                                                              foto
Vista aerea di via Giambellino e dello stabile                                              
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Il cinema Pussycat nel luglio 2010
La facciata                                                                                              foto
Il cinema verso piazza Tirana                                                                   
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Il cinema verso piazza Napoli                                                                   
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Il cinema Pussycat nel 2011 (per gentile concessione di Willy Salveghi)
Il retro dell’edificio                                                                                   foto

Vista aerea del cinema nel 2010                                                          foto

Biglietto del cinema (2011; per gentile concessione di Willy Salveghi)                 immagine

Articoli su quotidiani (per gentile concessione di Marco Ferrari)
Le sale rosse contrattano la redenzione di A. Trivulzio – Corsera, set. 1989 immagine

Mappa di Milano (via Giambellino)
Posizione del cinema                                                                                
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Si ringrazia per la collaborazione Willy Salveghi

 

 

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