cinema Romano - Nuovo cinema Risorgimento - cinema Duse

il Nuovo cinema Risorgimento
intorno al 1931
in cartellone c’è Feudalismo (1927)
di G. Fitzmaurice

 testo scritto in collaborazione con Marco Ferrari

Intorno alla metà degli anni venti è attivo in via Mercantini 13, in zona Bovisa, il cinema Romano.
Il locale - collocato in una bella palazzina dei primi del Novecento con un balcone sopra l’ingresso ad arco - fa parte dell’ondata di aperture di sale rionali avvenuta tra il 1921 e il 1945: si tratta di cinema periferici di terza visione, ubicati oltre la circonvallazione esterna, con una programmazione basata su pellicole estremamente popolari.
La sala ospita anche spettacoli di rivista: si tratta infatti di un cineteatro.
Tra le pellicole più interessanti ospitate dal Romano ricordiamo:
nel 1928:
Koenigsmark (t.o. id, L. Perret, 1923), Teatromania (t.o. Stage Struck, A. Dwan, 1925), L’allarme del fuoco (t.o. The Still Alarm, E. Laemmle, 1926), Il mondo ai suoi piedi (t.o. The World at Her Feet, L. Reed, 1927), Casanova (t.o. id, A. Volkoff, 1926), Russia (M. Bonnard, 1927).

Nel 1931 la sala cambia nome e diviene il Nuovo Cinema Risorgimento; l’indirizzo è ora via Varè n. 23. La nuova titolazione cancella il termine teatro: la rinnovata sala, infatti, elimina varietà e avanspettacolo.
Il Nuovo Cinema Risorgimento - come la maggior parte dei numerosi locali rionali dell’epoca - utilizza manifesti tipografici per comunicare alla clientela la propria programmazione ed è assente dalle pagine dei quotidiani. Si tratta di una sala “povera” di un quartiere all’epoca molto popolare e la gestione stessa è fatta in economia: come altre sale analoghe, nel periodo estivo vengono spesso realizzati manifesti tipografici riportanti l’intera programmazione settimanale anziché giornaliera; questo consente alla gestione un risparmio sulle imposte di bollo pari a 0,60 lire ad affissione.
Intorno a metà anni trenta l'affissione di un manifesto tipografico non illustrato della misura 100 x 70 costa la metà di uno illustrato. La tassa per l'affissione per un giorno è di 0,20 lire (a manifesto), fino a cinque giorni 0,40 e per più di cinque giorni 0,80. Per dare l’idea basti ricordare che, in quegli anni, la spedizione di una lettera ordinaria costa 0,50 lire. La scelta di optare per un programma settimanale - anziché per un giornaliero - consente alla sala un risparmio di 0,60 lire (a manifesto). Questa pratica era particolarmente diffusa nei mesi estivi, anche se alcune sale periferiche la praticavano tutto l'anno o per buona parte.
Il termine “Nuovo” inserito nell’intestazione allude al fatto che esisteva, negli anni Venti (precisamente tra il 1921 e il 1925) in zona Lagosta, un altro cinema Risorgimento il quale cambierà nome, dapprima divenendo il Salone Margherita ed infine il Vox (vedasi scheda).
Il passaggio al sonoro avviene durante il 1931. A partire dal 1932 i manifesti segnalano la presenza di documentari del Luce “sonori” e di film “parlati”.
Tra le pellicole più interessanti ospitate dal Nuovo Cinema Risorgimento ricordiamo:
nel 1932
L’oro del Reno
(t.o. Die Nibelungen: Kriemhilds Rache, F. Lang 1924), Sigfrido (t.o. Die Nibelungen: Siegfried, F. Lang 1924), Varieté (t.o. idem, E. Dupont, 1925), Settimo cielo (t.o. 7th Heaven, F. Borzage 1927), Il velo dell’Islam (t.o. The One Woman Idea, B. Viertel 1929), Il dominatore (t.o. The Lone Star Ranger, A. Erikson, 1930), La divorziata (t.o. The Divorcee, R. Lonard, 1930), Dirigibile (t.o. Dirigible, F. Capra, 1931), Il solitario della montagna (W. De Liguoro, 1931)
nel 1933
Passione di principe (t.o. Paid to Love, H. Hawks, 1927), La Mandragora (t.o. Alraune, H. Galeen, 1928); Il delitto di Baskerville (t.o. Der Hund der Baskerville, R. Oswald, 1929), La danzatrice di corda (t.o. Katharina Knie, K. Grune, 1929), La legge della montagna alias L’uomo e la bestia (t.o.Tol’able David, J. Blystone, 1930), Il mendicante di Bagdad (t.o. Kismet, J. Dillon, 1930), Il capitano (t.o. His Woman, E. Sloman, 1931 con Gary Cooper e Claudette Colbert), Il diluvio (t.o. The Flood, J. Tinling 1931)
nel 1934
La suora bianca (t.o. The White Sister, V. Fleming, 1933 con Clark Gable).

Nel 1935 la sala cambia nome e diviene il cinema Duse. La capienza è di 1100 posti.
A partire dalla metà degli anni trenta si assiste ad una costante crescita del numero di biglietti venduti e di incassi per le sale milanesi. Questi ultimi passano da 54.091.538 lire nel 1936 a 66.596.997 lire nel 1938. Questa iniezione di denaro consente all'esercizio milanese di espandersi - il numero dei locali passa da 65 a 74 - e di rinnovarsi; molte sale di quartiere vengono sottoposte a ristrutturazione: tra queste, Colombo, Zara, Farini e Pacini.
Nella sua nuova veste, la programmazione del cinema Duse, con inizio alle ore 14, spesso propone il doppio spettacolo oppure un singolo film - prevalentemente pellicole d’avventura o commedie romantiche - abbinato ad un fuori programma (comiche o documentari).
Nel 1952, il Duse entra a far parte di un mini-circuito di sale periferiche, al quale appartengono anche Centrale, Eolo e Imperia: la programmazione è spesso la stessa nei quattro locali e la sala di via Varè acquisisce maggiore visibilità sui quotidiani grazie alla presenza dei tamburini. Tuttavia l’iniziativa è di breve durata e già nel 1953 la programmazione delle quattro sale non è più coordinata.
La scelta dei film si muove nell’ambito di uan cinematografia oltremodo popolare: negli anni sessanta in particolare la sala ospita decine di farse con Franco e Ciccio, molti western italiani di modesta caratura e numerose imitazioni di James Bond.
Intorno alla metà degli anni sessanta il Duse è classificato tra le terze visioni, come il vicino  Perla (vedasi scheda): entrambe le sale sono fortemente radicate nella vita di quartiere, al quale è rivolta la loro programmazione, con conseguente rara presenza di annunci (tamburini) sui quotidiani.
Nonostante ciò, il locale non viene risparmiato dalla crisi che falcidia le sale periferiche a partire dalla fine degli anni settanta, causa la concorrenza televisiva: nel 1982, la gestione del cinema, per cercare di tamponare l’emorragia di spettatori, passa ad una programmazione prevalentemente di film pornografici, senza però aderire al circuito di locali a luce rossa, come invece farà il Perla nel 1988.
Tra le pellicole più interessanti proiettate al Duse, ricordiamo: Viviamo stanotte (Schertzinger, 1935) e La donna eterna (Pichel, 1935) nel 1936, Dove canta l’allodola (Lamac, 1936) in doppia programmazione con E’ tornato carnevale (Matarazzo, 1937) nel 1939, Il mistero del Ranch (Howard, 1935) sempre nel 1939, Cavalleria Rusticana (Palermi, 1939 con Isa Pola) abbinata a comica di Ridolini, Delirio (Allégret, 1937) in doppia programmazione con Animali Pazzi (Bragaglia, 1939 con Totò), Dora Nelson (Soldati, 1939) in doppia programmazione con Adriana Lecouvreur (L’Herbier, 1938) nel 1940, L’uomo invisibile (Whale, 1933) in doppia programmazione con Fortuna (Neufeld, 1940) nel 1941, Il re d’Inghilterra non paga (Forzano, 1941), Luce nelle tenebre (Mattoli, 1941 con Alida Valli e Clara Calamai) nel 1942, Mariti a congresso (Goetz, 1938), Carro fantasma (Duvivier, 1939) e Matrimonio movimentato (Liebeneiner, 1939) nel 1943, La statua vivente (Mastrocinque, 1942 con Fosco Giochetti) nel 1944, La colpa che uccide (De Fuentes, 1938), L’ultima carrozzella (Mattoli, 1943) e Eroi del Mare (Coward e Lean, 1942) nel 1945, Luna nuova (Leonard, 1940) nel 1946, Non tradirmi con me (Cukor, 1941 con Greta Garbo), Il bandito (Lattuada, 1946) e I cospiratori (Negulesco, 1944) nel 1947, Madame Curie (LeRoy, 1943) e L’idiota (Lampin, 1945) nel 1948, Il segno di Allah (Moguy, 1948) e Il piccolo porto (La Cava, 1940) nel 1949,  Hanno fatto di me un criminale (Berkeley, 1939) e La furia umana (Walsh, 1949) nel 1950, La storia del generale Custer (Walsh, 1941),  Non c’è pace tra gli ulivi (De Santis, 1950) e Sono innocente (Lang, 1938) nel 1951, Il caso Paradine (Hitchcock, 1947), Vipere (Reinert, 1950), Totò a colori (Steno, 1952), Don Camillo (Duvivier, 1952) e Processo alla città (Zampa, 1952) nel 1952, Là dove scende il fiume (A. Mann, 1951) e Il brigante di Tacca del Lupo (Germi, 1952) nel 1953, Vortice (Matarazzo, 1953), Quando i mondi si scontrano (Maté, 1951) e Luci della ribalta (Chaplin, 1952) nel 1954, Il più grande spettacolo del mondo (DeMille, 1952), Catene (Matarazzo, 1949 con Amedeo Nazzari), Pane, Amore e Fantasia (Comencini, 1953 con Vittorio De Sica) e L’oro di Napoli (De Sica, 1954) nel 1955, L’amore è una cosa meravigliosa (King, 1955), Don Camillo e l’onorevole Peppone (Gallone, 1955), La bella mugnaia (Camerini, 1955) Pane, Amore e… (Risi, 1955) nel 1956, Donatella (Monicelli, 1955), Michele Strogoff (Gallone, 1956) e Trapezio (Reed, 1956) nel 1957, Il delinquente delicato (McGuire, 1957) nel 1958, Totò a Parigi (Mastrocinque, 1958) e Il giro del mondo in 80 giorni (M. Anderson, 1956) nel 1959, Arrangiatevi (Bolognini, 1959), La grande guerra (Monicelli, 1959) nel 1960, Rocco e i suoi fratelli (Visconti, 1960), La bella addormentata nel bosco (Disney, 1959) e Il circo degli orrori (S. Hayers, 1960) nel 1961, I due volti della vendetta (Brando, 1961), Mondo cane (Cavara, 1962),   Cartouche (De Broca, 1962),  I ponti di Toko-Ri (Robson, 1954) nel 1963, Il buio oltre la siepe (Mulligan, 1962) e Le avventure di Scaramouche (Isasi-Isasmendi, 1963) nel 1964, My Fair Lady (Cukor, 1964 con Audrey Hepburn) nel 1966, El Dorado (Hawks, 1966) nel 1968, …E per tetto un cielo di stelle (Petroni, 1968 con Giuliano Gemma), Banditi a Milano (Lizzani, 1968 con Gian Maria Volonté), Grand Prix (Frankenheimer, 1966), Ammazzali tutti e torna solo (Castellari, 1968) e I cannoni di San Sebastian (Verneuil, 1968) nel 1969,
nel 1970:
Lui e l’altro (Roach, 1950 con Stan Laurel e Oliver Hardy), Una pistola per Ringo (Tessari, 1965), Il ponte sul fiume Kwai (Lean, 1957), Il padre di famiglia (Loy, 1967), Subterfuge (P. Scott, 1970) e Fantomas contro Scotland Yard (Hunebelle, 1966)
nel 1971:
La legge dei gangsters (S. Marcellini, 1969), Per una bara piena di dollari (Fidani, 1971), La moglie del prete (D. Risi, 1970 con Sofia Loren)
nel 1972:
La jena di Londra (Mangini, 1964), I lupi attaccano in branco (Karlson, 1970), Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi (Mattòli, 1960), Io sono Valdez (Sherin, 1971), Don Camillo e i giovani d’oggi (Camerini, 1972), Quando gli uomini armarono la clava…e con le donne fecero din don (Corbucci, 1971), I temerari (Frankenheimer, 1969) e L’evaso (Granier-Deferre, 1971)
Luci della città (Chaplin, 1931) e A 007 Missione Goldfinger (Hamilton, 1964) nel 1973, Agente 007 – Vivi e lascia morire (Hamilton, 1973) e Serpico (Lumet, 1974) nel 1975, Il giustiziere sfida la città (Lenzi, 1975 con Tomas Milian) e Culastrisce nobile veneziano (Mogherini, 1976, con Marcello Mastroianni) nel 1976, Spogliamoci così senza pudor (S. Martino, 1976), King Kong (Guillermin, 1976) e Il monaco di Monza (Corbucci, 1963 con Totò e Adriano Celentano) nel 1977, La dottoressa sotto il lenzuolo (Martucci, 1976) nel 1978, Riavanti…marsch (Salce, 1978) nel 1980, Bruce Lee - l’uomo più forte del mondo (Chang 1977) nel 1981 e Il pornovizietto (Marischka, 1980) nel 1982.
Nei primi anni ottanta il Duse ha perso definitivamente la connotazione di sala popolare, senza peraltro caratterizzarsi come sala hard: questa mancanza di caratterizzazione risulterà fatale e la gestione si vede costretta a gettare la spugna: il locale cessa l’attività nell’estate del 1984.

 

Manifesti del cinema Romano (fonte: Cineteca Italiana –  www.lombardiabeniculturali.it):
1928
Koenigsmark                                                                                   
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Russia - ott
(per gentile concessione di Willy Salveghi)                                     immagine
L’allarme del fuoco; Il mondo ai suoi piedi - ott                                
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Il cinema Nuovo Risorgimento intorno al 1931 (per gentile concessione di Ottavio Cane)
L’edificio complessivo e la facciata                                                           foto 1 - foto 2*
I film in programmazione in quella settimana sono:
Feudalismo (t.o. The Night of Love, G. Fitzmaurice, 1927)
Il predone di California (t.o. The Lightning Rider, L. Ingraham, 1924)
Il covo degli avvoltoi (t.o. Stand and Deliver, D. Crisp, 1928)
L’oasi d’amore (t.o. Fazil, H. Hawks, 1928)
Se ne ricava che il locale non è ancora attrezzato per il sonoro.

Manifesti del Nuovo Cinema Risorgimento (fonte: Cineteca Italiana –  www.lombardiabeniculturali.it):
1932
Settimo cielo - gen                                                                                 
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Sigfrido; L’oro del Reno; Il dominatore- set.                                          
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Varieté; La divorziata; Il velo dell’Islam - set.                                       
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Dirigibile - ott                                                                                       
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Il solitario della montagna - dic.                                                             
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1933
Il mendicante di Bagdad; Il diluvio; Passione di principe – apr.             
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La danzatrice di corda; Rivelazione; La legge della montagna - mag     
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La Mandragora; Il delitto di Baskerville; Il capitano- lug.                      
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nel 1934
La suora bianca- mag                                                                            immagine

Il cinema Duse intorno al 1970 (per gentile concessione di Andrea Martinenghi)
L’edificio complessivo e la facciata                                                           foto 1 - foto 2*
I film in programmazione sono Il Grinta (Hathaway 1969) e
La bambolona (Giraldi, 1969)

Annunci pubblicitari del cinema Duse su quotidiani:
Vipere (Reinert, 1950), in contemporanea con Centrale, Eolo e Imperia
               - tamb. 25 apr. 1952                                                                    immagine
Totò a colori – tamb. 1 nov. 1952                                                           
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L’ultimo Harem (Garrone 1981)– tamb. 15 mag. 1982 
(per gentile concessione di Marco Ferrari)                                                             immagine

L’ex cinema Duse nell’aprile 2008
La facciata                                                                                  foto 1 foto 2foto 3
Le uscite laterali                                                                                      
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L’edificio verso piazzale Lugano                                                              
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L’edificio verso via Bovisasca                                                                  
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Vista aerea dell’ex cinema Duse nel 2010                                             foto

Mappa di Milano (zona Bovisa)  
Posizione del cinema                                                                                
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si ringrazia Ottavio Cane per la magnifica fotografia

* l’asterisco segnala foto e materiale di particolare interesse

 

 

Si invitano i numerosi giornalisti e lettori che utilizzano i testi del sito (spesso con semplici copia/incolla) a citare la fonte