cinema Garibaldi - Paris - Brera

l’atrio del cinema Paris nel 1988

testo scritto in collaborazione con Marco Ferrari

In corso Garibaldi, angolo via Moscova, in corrispondenza dell’attuale civico 99, tra il 1906 e il 1907 inizia l’attività il cinema Garibaldi, appartenente alla Società Anonima Antonio Bonetti; nel 1908 il signor Bonetti è proprietario anche di altre tre sale: Centrale in piazza Duomo (vedi), Brera in via Solferino, Napo Torriani in via Torriani ang. Tenca, alle quali nel 1911 si aggiunge il Palace di Corso Vittorio Emanuele.
La sala (600 posti) fa parte dei cinematografi popolari della città, definiti anche come “poveri”, categoria alla quale, a quel tempo, appartenevano anche sale quali il Kursaal Triestino (poi Argentina) in piazza Argentina e  il Franco Americano (poi Minerva) in via Crema.
Negli anni dieci queste sale sono caratterizzate da ingressi praticamente identici e dalla presenza di un imbonitore all’esterno che invita i passanti ad entrare a vedere i film in programmazionecui si aggiunge uno spettacolo di varietà.
In quel periodo il quartiere di Brera presenta un elevato numero di cinema, spesso in forte concorrenza tra loro; in particolare il Garibaldi compete con l’antistante Eldorado, un modestissimo cinema di legno, sprovvisto di pianista e anche di stufa in inverno, che non regge a lungo il confronto; negli anni successivi il principale rivale del Garibaldi diventa invece il cinema Internazionale.
Nell’agosto 1927 il locale viene temporaneamente chiuso dalla Regia Questura poichè vi si rappresentavano spettacoli di varietà contrari alla pubblica morale.
Negli anni trenta il locale proietta sempre due film al giorno, con spettacoli continuati dalle 14 alle 24; dal 1937 le proiezioni iniziano alle ore 10 del mattino e al film segue, spesso, un fuori programma.
I bombardamenti dell’8 agosto 1943 distruggono completamente il cinema.Nel dopoguerra il Garibaldi viene ricostruito e riprende l’attività nel settembre 1946. Negli anni cinquanta la programmazione della sala - sempre collocata tra le terze visioni - spesso propone il doppio spettacolo, abbinando la proiezione di un film alla diretta di una partita di calcio o di un programma televisivo di grande richiamo.
Tra le pellicole e le serate più interessanti ospitate al cinema Garibaldi ricordiamo
nel 1920
La fine di un avventuriero (t.o. Das Ende des Abenteurers Paolo de Caspado, F. Seitz, 1920)
nel 1921
Il re della forza (U. Del Colle, 1920)
nel 1922
Il provinciale (t.o. The Stranger Boarder, C. Badger, 1920)
nel 1923
I predoni del treno (t.o. Wolves of the Rail, W. Hart, 1918), La scala della morte (t.o. Die Todesleite, J. Delmont, 1921),
Il quadrante d’oro (E. Ghione, 1922)
nel 1924
Il re dell’audacia (t.o. The Grey Ghost, J. Jaccard, 1919), Il cerchio di ferro (t.o. Sealed Hearts, R. Ince, 1919), La signorina del bar (t.o. Bardame, J. Guter, 1922)
nel 1927
Ho ucciso (R. Lion, 1924) Il favorito del re (t.o. To Have and To Hold, G. Fitzmaurice, 1922), e Pericolo oscuro (MacRae, 1925)
nel 1928
L’allarme del fuoco (t.o. The Still Alarm, E. Laemmle, 1926)
nel 1930
Il filo di Arianna (t.o. Manhattan Cocktail, D. Arzner, 1928)
Mancia competente (Luitsch, 1932) nel 1934, Il conquistatore dell’India (Boleslawski. 1934) nel 1937, Albergo Nord (Carné, 1938) e Brivido (Gentilomo, 1941) nel 1943
I cavalieri del Texas (Vidor, 1936) nel 1946, Questa terra è mia (Renoir, 1943) nel 1947,
nel 1948
Notorius (Hitchcock, 1946), Senza pietà (Lattuada, 1948) e Ninotchka (Lubitsch, 1937); durante i giorni di programmazione del popolare film a suo modo filosovietico - più precisamente la notte del 2 giugno - viene fatto esplodere un ordigno nelle immediate vicinanze della sala, che causò qualche modesto danno all’edificio e nessuna vittima.
Fuga in Francia (Soldati, 1948) nel 1949, Cuori senza frontiere (Zampa, 1950), Il mulatto (De Santis, 1950), Winchester ’73 (A. Mann, 1950) e Bambi (Disney, 1942) nel 1951; il doppio spettacolo con al pomeriggio Il diritto di uccidere (Ray, 1950) e alla sera la partita Milan-Napoli il 22 nov 1951, Fanfan La Tulipe (Christian-Jaque, 1952), Siamo tutti inquilini (Mattoli, 1953), il doppio spettacolo con al pomeriggio I due capitani (Maté, 1955) e alle ore 21:00 Lascia o Raddoppia il 26 aprile 1956, 
nel 1957
Moby Dick (Huston, 1956, Le notti di Cabiria (Fellini, 1957), Le notti bianche (Visconti, 1957)
Orizzonti di gloria (Kubrick, 1957) e Sfida all’O.K. Corral (Sturges, 1957) nel 1958, Estate violenta (Zurlini, 1959), La lunga notte del ‘43 (Vancini, 1960),
nel 1961
Il vigile (Zampa, 1961), Rocco e i suoi fratelli (Visconti, 1960), Buonanotte avvocato (Bianchi, 1960), Facciamo l’amore (Cukor, 1960), Il capitano del re (Hunebelle, 1960), Il massacro di Fort Apache (Ford, 1948),
Benito Mussolini-anatomia di un dittatore (Mino Loy, 1962), Sabato sera, domenica mattina (Reisz, 1960) nel 1962.
Il cinema Garibaldi prosegue la sua attività fino all’estate 1962.

Nel marzo 1964 il locale riapre, completamente rinnovato e con un nuovo nome: cinema Paris. La sala si trova all’altezza del civico 99 di via Garibaldi, all’interno di un nuovo palazzo, che fa angolo con Largo La Foppa; l’edificio è provvisto di una galleria ad angolo retto che da un lato si affaccia su corso Garibaldi, dall’altro su Largo La Foppa. All’interno del palazzo, con ingresso a metà  galleria, si trova il cinema dotato, sui due lati esterni del palazzo, di altrettante insegne luminose.
La sala è dotata di un’ampia platea, di una galleria e di un grande schermo (la visione dei film per gli spettatori seduti in platea è ottima) ed ha una capienza complessiva di 800 posti. Il restyling consente al locale di passare dalle terze alle seconde visioni.
Il cinema Paris degli anni settanta è una sala di “proseguimento prime visioni”, caratterizzata però da una gestione attenta, in grado anche di cogliere le opportunità commerciali del momento: il fine settimana del novembre 1980 successivo alla morte di Steve Mc Queen, la sala mette rapidamente in cartellone La grande fuga (Sturges, 1963) e pubblica relativo flano sui quotidiani, evidenziando in neretto “Omaggio a Steve McQueen”: nonostante si tratti di un film di 17 anni prima, più volte rieditato e nonostante la crescente concorrenza delle tv private, la sala registra il tutto esaurito nelle proiezioni serali del sabato e in tutte quelle della domenica.
A partire dagli anni ottanta la domanda di film in lingua originale da parte del pubblico milanese cresce significativamente al punto che lo storico Angelicum non è più sufficiente a soddisfare le aspettative. Il Comune e la Provincia decidono così di avviare la prima rassegna stagionale di film in lingua originale - iniziativa che prosegue a tutt’oggi - denominata “Sounds & Motion Pictures”: le due sale coinvolte nella prima edizione sono Paris e Dal Verme.
Nell’aprile 1983, in occasione di una proeizione di Solaris (1972), Andrej Tarkoskij è presente in sala per incontrare il pubblico milanese.
Nel maggio 1983 il locale – in sinergia con l’Obraz – ospita il “Festival del cinema americano indipendente 1979-83”, una vetrina di pellicola inusuali e tendenzialmente antihollywoodiane tra le quali si notano la commedia nera Eating Raoul (Bartel, 1982) e l’horror Mother’s Day (C. Kaufman, 1980).
Nel 1989 il cinema Paris chiude e il suo futuro si presenta subito piuttosto incerto.
Nel 1990 si parla della ristrutturazione del Paris finalizzata ad ospitare la nuova sede dell’Obraz Cinestudio – sfrattato da Largo La Foppa – e anche le iniziative del neonato Atelier del Cinema italiano, associazione – che annovera tra i fondatori Roberto Escobar e Francesco Casetti – finalizzata a promuovere la proiezione di film d’autore italiani nelle sale. Il Comune di Milano dovrebbe acquisire la proprietà della sala tramite l’ATM.
In questo periodo il Paris funziona sporadicamente come sala d’essai e la programmazione viene incentrata su rassegne molto interessanti, destinate a un pubblico colto e cinefilo; tra fine maggio e fine giugno 1990 si tengono ben due di queste rassegne.
La prima, “Africa Cinema”, che ospita diverse opere interessanti (tra le quali Il medico di Gafiré, Diop, 1983) dell’emergente cinematografia africana, è l’antesignana del futuro “Festival del Cinema Africano”; la seconda, “Stars del cinema muto”, è ricca di importanti e rare opere del periodo. Il riscontro del pubblico è positivo per la prima rassegna, ma quasi nullo per la seconda, causa forse anche i concomitanti mondiali di calcio: ad esempio, il 20 giugno 1990, alla proiezione delle 20:00 di Wings (Wellmann, 1927), raro film di guerra interpretato da Gary Cooper e Clara Bow, in sala ci sono otto spettatori.
Nel 1991 la situazione è ancora fluida: la proprietà del Paris è nelle mani della società Metropolitane Milanesi e si parla di lavori da farsi nel corso dell’estate in modo da consegnare la sala ad Obraz e Atelier in ottobre. Tuttavia, nonostante le dichiarazioni, le trattative non vanno a buon fine e l’Obraz muore in assenza di una nuova sede. Il Paris, nel frattempo, resta chiuso e la situazione non muta per tutto il 1992 e per buona parte del 1993.
Nella seconda metà 1993 la situazione si sblocca e a inizio 1994 partono i lavori per la trasformazione in multisala.
Tra le pellicole più interessanti, ospitate al cinema Paris, ricordiamo
nel 1964:
Ieri, oggi, domani (De Sica, 1963), Il gaucho (D. Risi), Gli indifferenti (Maselli, 1963), Sedotta e abbandonata (Germi 1964), Scusa me lo presti tuo marito? (Swift, 1964),
Baciami stupido (Wilder, 1964) nel 1965, Operazione Crossbow (M. Anderson, 1965);
nel 1966:
Il tormento e l’estasi (Reed, 1965), Le piacevoli notti (Crispino, 1966), La caduta delle aquile (Guillermin, 1966),
nel 1967:
I professionisti (R. Brooks, 1966), Il ladro di Parigi (Malle, 1967), La calda preda (Vadim, 1966)
Via col vento (Fleming, 1939) nel 1968,
nel 1969:
2001: odissea nello spazio
(Kubrick, 1968), La ragazza con la pistola (Monicelli, 1968), Il caso Thomas Crown (Jewison, 1968), Dove vai tutta nuda? (Festa Campanile, 1969) e Tò è morta la nonna (Monicelli, 1969),
nel 1970:
La mia droga si chiama Julie (Truffaut, 1969), La caduta degli dei (Visconti, 1969), Una storia d’amore (Lupo, 1970), Medea (Pasolini, 1969), Easy Rider (Hopper, 1969), Fragole e sangue (Hagman, 1970), Festa di compleanno del caro amico Harold (Friedkin, 1970), I girasoli (De Sica, 1970), Il silenzio si paga con la vita (Wyler, 1970), L’impossibilità di essere normale (Rush, 1970), Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (Petri, 1970),
nel 1971:
Cinque pezzi facili (Rafelson, 1970), Joe (Avildsen, 1970), Lettera aperta a un giornale della sera (Maselli, 1970), La califfa (Bevilacqua, 1971), Il gatto a nove code (Argento, 1971), Una squillo per l’ispettore Klute (Pakula, 1970)
nel 1972:
Ispettore Callaghan, il caso Scorpio è tuo (Siegel, 1971), Conoscenza carnale (Nichols, 1971), Mimì metallurgico, ferito nell’onore (Wertmuller, 1972),  Il braccio violento della legge (Friedkin, 1971), Sole rosso (Young, 1971), XY & Zi (Hutton, 1972), Agente 007 Thunderbolt (Young, 1965), Girolimoni (Damiani, 1972), Salomé (Bene, 1972), Macbeth (Polanski, 1972)
nel 1973:
Provaci ancora Sam (Ross, 1971; con Woody Allen), Amore mio aiutami (Sordi, 1969), Il dittatore dello stato libero di Bananas (Allen, 1970), Signore & Signori (Germi, 1966), La caduta degli dei (Visconti, 1969)  e Il padrino (Coppola, 1972)
La stangata (Roy Hill, 1973) nel 1974,
nel 1975
Scene da un matrimonio (Bergman, 1974), Profumo di donna (Risi, 1974), Romanzo popolare (Monicelli, 1974) e Frankenstein Junior (M. Brooks, 1974),
nel 1976:
Mr. Klein (Losey, 1976), Cadaveri eccellenti (Rosi, 1976), Quattro mosche di velluto grigio (Argento, 1971), Salon Kitty (Brass, 1975), Police Python 367 (Corneau, 1975), Intrigo internazionale (Hitchcock, 1959; rid.), I complessi (Risi, D’Amico, 1965; ried.), Complotto di Famiglia (Hithcock,1976),
nel 1977
Dimmi che fai tutto per me (P.F. Campanile, 1976), L’inquilino del terzo piano (Polanski, 1976), Missouri (Penn, 1976),  Il deserto dei Tartari (Zurlini, 1976) e Il re dei giardini di Marvin (Rafelson, 1972)
nel 1978:
L’occhio privato (Benton, 1977), Mash (Altman, 1970; ried.), L’ultimo valzer (Scorsese, 1977) e Il portiere di notte (Cavani, 1974),
nel 1979:
Shampoo (Ashby, 1975), Sinfonia d’autunno (Bergman, 1978), L’albero degli zoccoli (Olmi, 1977) Un dramma borghese (Vancini, 1979), Mariti (Cassavetes, 1970),
nel 1980:
Il tamburo di latta (Schlondorff, 1979), La città delle donne (Fellini, 1980), Star Trek (Wise, 1979), La grande fuga (Sturges, 1963) in occasione della morte di Steve Mc Queen
nel 1981:
Grease (Kleiser, 1978), Dossier 51 (Deville, 1978), La merlettaia (Goretta, 1974) e Ludwig (Visconti, 1973; ediz. integrale) sempre nel 1981,
nel 1982:
Jericho Mile (Mann, 1979), S.O.B. (Edwards, 1981), Il marchese del Grillo (Monicelli, 1981), Interceptor-Il guerriero della strada (Miller, 1981), Scanners (Cronenberg, 1980)
nel 1983:
Pink Floyd- The Wall (Parker, 1982), La scelta di Sophie (Pakula, 1982) e Solaris (Tarkovskij, 1972) nel 1983,
Il grande freddo (Kasdan, 1983) nel 1984, Carmen (Rosi, 1984), La finestra sul cortile (Hitchcock, 1954) e Indiana Jones e il tempio maledetto (Spielberg, 1984) nel 1985,
nel 1986
Ritorno al futuro (Zemeckis, 1985), Doppio taglio (Marquand, 1985), Le notti della luna piena (Rohmer, 1984)
nel 1987
Radio Days (Allen, 1987), Fantasia (Disney, 1940), La vedova nera (Rafelson, 1987), Platoon (Stone, 1987)
Il volo (Anghelopoulos, 1986) nel 1988, Il matrimonio di Lady Brenda (Sturridge, 1988) nel 1989.

Venerdì 30 settembre 1994 la neonata Multisala Brera inizia l’attività; il film d’esordio è Il toro di Carlo Mazzacurati.
La Multisala Brera è composta da due sale: la sala 1, ricavata dalla platea del Paris, con 450 posti e la sala 2, ricavata dalla galleria, con 150 posti. Entrambe le sale hanno impianto sonoro Dolby digitale e sono dotate di comode poltrone rosse, con 1 metro e 20 di spazio tra una fila e l’altra per agevolare gli spostamenti.
La cassa è ubicata all’ingresso, sulla destra, mentre poco più avanti sulla sinistra è presente il bar.
Il progetto è dell’architetto Della Torre e i lavori di trasformazione costano mezzo miliardo di lire.
La gestione è affidata a David Quilleri, presidente dell’Agis, che già gestisce con successo la Multisala Colosseo.
La sala partecipa a “Panoramica di Venezia” (rassegna settembrina nella quale vengono proiettati, in versione originale con sottotitoli, i film appena presentati al Festival di Venezia) e a “Cannes e dintorni” (rassegna del mese di giugno nella quale vengono proiettati, in versione originale con sottotitoli, i film appena presentati al Festival di Cannes).
Alla fine degli anni novanta il Brera entra a far parte del Circuito Cinema Qualità Milano, al quale appartengono anche Arlecchino, Multisala Colosseo e Multisala Eliseo: un circuito di sale di prima visione caratterizzate da una programmazione di qualità, attenta al cinema d’autore. Il responsabile è Roberto Scarvaci.
Tra le pellicole più interessanti ospitate alla multisala Brera ricordiamo Sei gradi di separazione (Schepisi, 1993) nel 1995, Cyclo (Anh Hung, 1995), Forget Paris (Crystal, 1995), Jane Eyre (Zeffirelli, 1995) nel 1996, Trainspotting (Boyle, 1996), Il prigioniero del Caucaso (Bodrov, 1996) e Capitan Conan (Tavernier, 1996) nel 1997, Il matrimonio del mio migliore amico (Hogan, 1997) nel 1998, Il pozzo (Lang, 1997) nel 1999,
nel 2001:
L’erba di Grace (Cole, 2000), Harry un amico vero (Moll, 2000), Sotto la sabbia (Ozon, 2000)
nel 2002:
Sweet Sixteen (Loach, 2002) e Ten (Kiarostami, 2002) nell’ambito della rassegna “Cannes e dintorni”, The Magdalene’s Sisters (Mullan, 2002) e L’homme du train (Leconte, 2002) nell’ambito della rassegna “Panoramica di Venezia”,  Monsieur Batignole (Jugnot, 2002),
nel 2003:
Uzak (Ceylan, 2003) nell’ambito della rassegna “Cannes e dintorni”, Il ritorno (Zvyagintsev, 2003) nell’ambito della rassegna “Panoramica di Venezia”, Appuntamento a Belleville (Chomet, 2003)
 Così fan tutti (Jaoui, 2004) nell’ambito della rassegna “Cannes e dintorni”, Good Night and Good Luck (Clooney, 2005),
nel 2006:
Truman Capote (Miller, 2005), Syriana (Gaghan, 2005) e The Yes Men (Ollman, Price, Smith, 2003) The Queen (Frears, 2006) e Nuovomondo (Crialese, 2006) nell’ambito della rassegna “Panoramica di Venezia”
Io non sono qui (Haynes, 2007)
L’attenta programmazione del Brera e la buona ricettività del quartiere determinano un discreto successo della multisala; tuttavia questo non basta: i crescenti costi di locazione e le speculazioni immobiliari che si sono abbattute sulla città a partire dal 2000-01, ne determinano la fine. Il Brera riceve lo sfratto nel 2007; l’ultimo giorno di proiezione è il 6 gennaio 2008.

 

Il cinema Garibaldi intorno al 1920
(dal sito www.skyscrapercity.com su gentile segnalazione di Marco Ferrari)                 foto 1 - foto 2*

13 manifesti del cinema Garibaldi (fonte: Cineteca Italiana –  www.lombardiabeniculturali.it)
1920
La fine di un avventuriero – dic                                                       
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1921
Il re della forza – apr                                                                      
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Un dramma a bordo –  giu.                                                             
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1922
Il provinciale –  mag.                                                                       
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1923
Il quadrante d’oro – mag                                                                 
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I predoni del treno – set                                                                  
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La scala della morte – dic                                                               
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1924
Il re dell’audacia – gen.                                                                  
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La signorina del bar – dic                                                               
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Il cerchio di ferro – dic                                                                   
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1927
Il favorito del re – mar.                                                                  
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1928
L’allarme del fuoco – ago.                                                            
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1930
Il filo di Arianna –                                                                          
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Tessere del cinema Garibaldi
Tessera omaggio (1935)                                                                     immagine*

Biglietto del cinema Garibaldi
(1915,
con marca da bollo per cambiali; per gentile concessione di Willy Salveghi)       immagine*

Il cinema Paris nel 1986
Interno sala (per gentile concessione di Marco Ferrari)                                     foto*

Il cinema Paris nel 1988
Ingresso con porte a vetri e cassa sullo sfondo
(per gentile concessione di Marco Ferrari)                                                       foto 1* foto 2*

Multisala Brera nel 2007(per gentile concessione di Willy Salveghi) 
L’ingresso                                                                                         foto
La facciata del palazzo con l’insegna luminosa                                    
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L’atrio e la cassa                                                                              
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La balconata antistante la sala 2 e in basso l'ingresso della sala 1          
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L’ex Multisala Brera nell’ottobre 2008
L’ingresso su corso Garibaldi                                                              foto
L’ingresso su via della Moscova                                                         
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Gli ingressi nella galleria                                                                   
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Il palazzo che ospitava il cinema (prima Paris poi Brera)                     
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L’ingresso verso largo La Foppa                                                       
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Il palazzo verso corso Garibaldi                                                          
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Il palazzo verso via della Moscova                                                    
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Particolare dello spazio ospitante l’insegna luminosa                           
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Vista aerea dell’ex cinema Brera nel 2010                                     foto

Tessere del cinema Paris
Tessera Mostra del cinema indipendente Usa 1979-83 –
24 mag-2 giu 1983                                                                             
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Tessera rassegna “Africa Cinema” – cinema Paris, 30 mag-6 giu 1990
 
(per gentile concessione di Marco Ferrari)                                                                       imm. 1imm. 2
Tessera rassegnaStars del cinema muto” - cinema Paris, giugno 1990
 (per gentile concessione di Marco Ferrari)                                                                 immagine

Articoli da giornali (per gentile concessione di Marco Ferrari) :
“Il giallo del Paris” di M. Pastonesi - Repubblica 27 mar1990                immagine
“Il Vecchio cinema Paris si è fatto in due” di Maurizio Porro -
 Corriere della Sera 3 ott 1994                                                           
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Annunci pubblicitari su quotidiani - cinema Paris
L’idolo di Acapulco (Thorpe, 1963) - 17 apr. 1964                          immagine
Il gaucho - ott. 1964                                                                          immagine
Gli indifferenti - 19 nov 1964                                                         immagine
Le piacevoli notti – 26 nov. 1966                                                    
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Il cadavere dagli artigli d’acciaio (Keigel) – 1970                          
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Annunci pubblicitari su quotidiani - multisala Brera
Collateral (M. Mann)-16 ott. 2004 (per gentile concessione di Willy Salveghi)   immagine

Biglietti del cinema (per gentile concessione di Marco Ferrari)
                      
Paris (1976)                                                                     immagine
                 Multisala Brera – Sala 1 e sala 2 (1995)                          
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                 Multisala Brera – Sala 2 (1996)                                       
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                 Multisala Brera – Sala 2 (2003)                                       
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Mappa di Milano (centro nord)
Posizione del cinema                                                                        
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scheda creata nell’apr. 2010; ultimo aggiornamento mar. 2016

 

 

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