cinema Imperia

il cinema nel 1925

 testo scritto in collaborazione con Marco Ferrari

Nel 1925 al civico numero 14 di via Luigi Ornato, nel quartiere Niguarda (un borgo autonomo fino al 1923), viene inaugurato il Cinema Teatro Imperia: locale con programmazione mista, sia cinematografica, sia teatrale, dotato di platea e galleria con palchi laterali (600 posti).
Il cinema Imperia sarà per cinquant’anni il cinema principale di Niguarda.
Si tratta di una sala appartenente alla terza fascia di locali della mappa urbana milanese: cinema-teatri rionali con una programmazione di carattere popolare. L’offerta è, in abbinamento o in alternanza, di spettacoli cinematografici e teatrali oppure doppia programmazione cinematografica. Fino alla fine della seconda guerra mondiale l’Imperia promuove i propri programmi in cartellone attraverso l’affissione dei manifesti tipografici nella zona: da essi possiamo, tra l’altro, ricavare che nell’autunno 1932 la sala non era ancora dotata di impianto sonoro.
Dall’autunno 1945 il locale inizia ad apparire nelle pagine degli spettacoli dei quotidiani milanesi; curiosamente in quel periodo nell’elenco dei cinema sono presenti, in sequenza, Imperia, Imperiale e Impero, effetto di un determinato periodo storico-politico-culturale. Questa sequenza scompare nel corso degli anni cinquanta, durante i quali l’Imperiale cambia nome in XXII Marzo e l’Impero passa alle seconde visioni.
A partire dal dopoguerra, l’Imperia di dedica esclusivamente all’esercizio cinematografico: il cinema ha in cartellone prevalentemente commedie popolari e viene classificato tra le terze visioni.
Tale classificazione rimarrà anche negli anni successivi.
Il locale offre una buona programmazione in cui non manca il cinema di qualità e perfino quello d’autore. In particolare negli anni settanta compaiono film di Fellini, Kubrick e Jancsò.
Tra le pellicole più interessanti proiettate all’Imperia ricordiamo:
nel 1932:
Il miracolo dei lupi (t. or. Le miracle des loups, R. Bernard, 1924), Fenesta ca lucive (M. Volpe, 1925) e Beatrice Cenci (B. Negroni, 1926)
Eroi del mare (Noël Coward, e David Lean, 1942) e Cow-Boy dilettante (Seitz, 1938) in doppia programmazione nel 1945, Al di là delle tenebre (Stahl, 1935) seguito da fuori programma nel 1946, Non tradirmi con me (Cukor, 1941 con Greta Garbo) e Il fiore che non colsi (Goulding, 1943) nel 1947, Lo sterminatore (Nosseck, 1945) e Panico (Duvivier, 1946 con Viviane Romance) nel 1948,
nel 1949:
Il segreto del medaglione (Brahm, 1946-‘47), Prigioniera di un segreto (Cukor, 1942) e Giulietta e Romeo (Cukor, 1936)
Una notte a Casablanca (Mayo, 1946 con i Fratelli Marx) nel 1950, Bersaglio umano (Fleischer, 1949) e La via del tabacco (Ford, 1941) nel 1951
nel 1952:
I marciapiedi di New York
(LeRoy, 1949) e L’ultimo ricatto (H.C. Potter, 1939), Vipere (Reinert, 1950), Totò a colori (Steno, 1952), Don Camillo (Duvivier, 1952)
nel 1953:
Il mondo nelle mie braccia (Walsh, 1952) e Oro maledetto (noto anche come L’oro di Picano Valley, Bradbury, 1935 con John Wayne)
nel 1954:
Androclo e il leone (Erskine, 1952), La città sommersa (Boetticher, 1953), Il terrore dei Navajos (Rawlins, 1951), Passione Selvaggia (Korda, 1947), La conquista del West (De Mille, 1936 con Gary Cooper) e Quo Vadis (LeRoy, 1951)
nel 1955:
Amanti latini (LeRoy, 1953), Vite vendute (Clouzot, 1953 con Yves Montand), Le giubbe rosse del Saskatchewan (Walsh, 1954) e Ombre Rosse (Ford, 1939 con John Wayne)
nel 1956:
Fuoco verde (Marton, 1954), 7 spose per 7 fratelli (Donen, 1954) e Caccia al ladro (Hitchcock, 1955 con Cary Grant e Grace Kelly)
nel 1957:
Papà Gambalunga (Negulesco, 1955), Siamo uomini o caporali? (Mastrocinque, 1955 con Totò) e Passaggio a Nord-Ovest (Vidor, 1940)
nel 1958:
Spionaggio internazionale (Reynolds, 1956) e Quel treno per Yuma (Daves, 1957 con Glenn Ford)
nel 1959:
Alla larga dal mare (Walters, 1957 con Glenn Ford), Mariti in città (Comencini, 1957) e Cenerentola a Parigi (Donen, 1956 con Audrey Hepburn)
Giuditta e Oloferne (Cerchio, 1958) e Cavalcata della risata (Youngson, 1957 – antologia con Stan Laurel e Oliver Hardy) nel 1960, Piccole donne (LeRoy, 1949 con Elizabeth Taylor) nel 1961
nel 1962:
Destino di un’imperatrice (Marischka, 1957 con Romy Schneider), L’erba del vicino è sempre più verde (Donen, 1960) e Lo specchio della vita (Sirk, 1959)
nel 1963:
Café Europa (Taurog, 1960), La mia geisha (Cardiff, 1962), La valle dell’Eden (Kazan, 1955) e L’uomo che uccise Liberty Valance (Ford, 1962)
Il leone (Cardiff, 1962), Una fidanzata per papà (Mannelli, 1963 con Glenn Ford) nel 1964, I tre della croce del Sud (Ford, 1963) e La conquista del West (Ford, 1962) nel 1965, Tom Jones (Richardson, 1963) nel 1966, Gioventù bruciata (Ray, 1955) e La decima vittima (Petri, 1965) nel 1967, Le colt cantarono la morte e fu tempo di massacro (Fulci, 1966 con Franco Nero) nel 1968, Camelot (Logan, 1967) e Spiaggia rossa (Wilde, 1967) nel 1969
nel 1970:
C’era una volta il West
(Leone, 1968), L’immorale (Germi, 1967), Les biches (Chabrol, 1968), La rivoluzioe sessuale (Ghione, 1968), Il leone d’inverno (Harvey, 1968) e Lo straniero (Visconti, 1967)
nel 1971:
Dracula il vampiro (Fisher, 1958), L’armata a cavallo (Jancsó, 1967), Gli Intoccabili (Montaldo, 1969) e Il primo premio si chiama Irene (Ragazzi, 1969)
nel 1972:
Amore mio, aiutami (Sordi 1969), La maschera di cera (De Toth, 1953), Operazione Crepes Suzette (Edwards, 1969), Ieri, oggi, domani (De Sica, 1963) e Love Story (Hiller, 1970)
nel 1973
Brivido nella notte (Eastwood, 1971), Fango, sudore e polvere da sparo (D. Richards, 1972), Un provinciale a New York (Hiller, 1969), Una pistola per Ringo (Tessari, 1965)
nel 1974:
Michele Strogoff (Gallone, 1956), L’uccello migratore (Steno, 1972), Vampiri amanti (Ward Baker, 1971) 
nel 1975:
Amarcord
(Fellini, 1973), Pane e cioccolata (Brusati, 1973), Pippo, Pluto, Paperino Supershow (Cartoni Disney; Reitherman, 1951)
nel 1976:
Borsalino & Co (Deray, 1974), Bianco, rosso e... (Lattuada, 1972), L’avventura del Poseidon (Neame, 1972), L’ultima corvée (Ashby, 1973) e Arancia Meccanica (Kubrick, 1971)
Negli anni settanta il locale vive il destino delle sale di terza visione. La mancata riqualificazione lo condanna ad un inesorabile declino. Il cinema Imperia chiude a fine dicembre 1976.
L’edificio rimane senza utilizzo per alcuni decenni; in seguito vi si installa una banca.

 

Il cinema Imperia nel 1925 (per gentile concessione di Willy Salveghi)
La sala il giorno dell’inaugurazione                                                   foto*

Il cinema Imperia intorno al 1930 (per gentile segnalazione di Alan Urso)      
Si noti il pianoforte vicino al palcoscenico                                           foto*

L’ex-cinema Imperia nell’ottobre 2008 
La facciata                                                                                    foto 1foto 2
Lo stabile verso l’ospedale di Niguarda                                           
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Lo stabile verso Bresso                                                                   
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Vista aerea dell’ex cinema nel 2010                                          foto

Il cinema in un dipinto di Gianni Chiodelli del 1993               immagine

2 manifesti tipografici del cinema Imperia: (fonte: Cineteca Italiana –  www.lombardiabeniculturali.it)
1932
Fenesta ca lucive - gen
(per gentile concessione di Willy Salveghi)           immagine
Il miracolo dei lupi – set                                                            
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Annunci pubblicitari su quotidiani:
Vipere tamburino, 25 apr. 1952                                                  immagine

Mappa di Milano (Niguarda)
Posizione del cinema                                                                    
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dal simpatico sito www.niguarda.com

IL CINEMA IMPERIA

Tempo fa (fino al 1975) l'abitante di Niguarda aveva a disposizione, fra le varie scelte possibili, anche il  "Cinema Imperia", che non poneva certo problemi di spostamenti o parcheggi in quanto era il cinema "di Niguarda". Si trovava infatti (e la costruzione vi si trova anche oggi) in Via Ornato, praticamente di fronte alla farmacia "Zaratin". Ai tempi di cui noi della redasiun abbiamo memoria non era certo un cinema "di prima"; vi si proiettavano infatti quelle che una volta si chiamavano "seconde (o terze) visioni", film cioe' gia' usciti dalle principali sale di proiezione cittadine. Ciononostante chi si ricorda del Cinema Imperia (il che significa che ha almeno 35-40 anni) a quell' epoca, cioe' nei primi anni '70, ci andava lo stesso, soprattutto perche' non essendo un cinema di prima visione il biglietto costava meno, e per noi che eravamo ragazzini questo era un particolare di non poco conto ..... e poi la bigliettaia, pur di vendere qualche ingresso in piu', non andava tanto per il sottile nel controllare l' eta' del pubblico pagante, e cosi' capitava che noi ragazzini di 13-14 anni, dichiarandone spudoratamente 18, riuscivamo di tanto in tanto a entrare in quel mondo "proibito" dei film "VM 18", che prometteva tette e cosce a pieno schermo, e che ci attirava come le mosche sul miele.
Un ricordo dei nostri nonni è invece legato al cinema muto quando i grandi si portavano dietro i bambini perché spesso erano gli unici che sapevano leggere i sottotitoli, durante la proiezione era tutto un brusio di piccole voci che leggevano a genitori e zii quanto appariva sul grande schermo.
Dopo l' inevitabile decadenza seguita alla chiusura della sala, l' edificio è rimasto per decenni abbandonato a se stesso, a simboleggiare il degrado di un' epoca ormai finita; adesso pare che ci facciano una nuova banca, tuttavia, per noi che ne abbiamo seguito il crepuscolo (l' inaugurazione e' del 1925) rimarra' il ricordo delle gesta di Bud Spencer e Terence Hill, di Giuliano Gemma o della prima, indimenticabile Edwige Fenech, a rammentarci che li', una volta, c' era il "Cinema Imperia".
senza firma

                   scheda creata nel dic. 2010; ultimo aggiorn: lug. 2014

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