cinema S. Radegonda - cinema Odeon

il cinema nel 1959;
il film in cartellone è Un dollaro d’onore

  testo scritto in collaborazione con Marco Ferrari e Willy Salveghi

Il teatro di Santa Radegonda, situato nelle vicinanze dell’abside del Duomo, si era insediato  sul sito di un antico, omonimo convento benedettino con annessa la chiesa di Santa Radegonda, fondato nel IX secolo. Nel 1784, con l'ordine di soppressione dei monasteri dell’imperatore Giuseppe II (il “protettore” di Mozart), le monache sono costrette ad abbandonare il convento che viene svuotato mentre la chiesa viene sconsacrata. Negli stessi anni viene aperta da Giuseppe Piermarini via Santa Radegonda al fine di agevolare il tragitto della carrozza arciducale da Palazzo Reale alla Scala.
Dopo varie traversie, in quel luogo era stato inaugurato un modesto teatro in legno. Correva l’anno 1803 (lo stesso che vedeva la nascita del Carcano; vedi scheda). Già due anni dopo, tuttavia, accanto a spettacoli di marionette e a commedie dialettali ecco comparire, immancabile, il melodramma. Nel 1806 la sala ospita addirittura un classico quale Nina pazza per amore (Paisiello, 1789). Nei decenni successivi anche le opere di Rossini saranno di casa tra queste mura, a un passo dal Teatro alla Scala e dalla Cannobiana. Con alti e bassi il teatro continua a essere attivo durante l’Ottocento, viene ristrutturato nel 1851 e conosce una vera e propria rinascita quando passa nelle mani di Edoardo Sonzogno nel 1875 che vi introduce l’illuminazione a gas e vi porta le opere liriche più note. L’esperimento termina però già nel 1881 e la sala torna ad essere abbastanza anonima.
Nei primi anni ottanta il teatro viene dismesso e l’edificio abbattuto per edificare, tra il 1882 e il 1883, la centrale termoelettrica Santa Radegonda della società Edison, la prima d'Italia e d'Europa, la seconda nel mondo dopo New York, sita nella piccola area compresa fra le vie Santa Radegonda e Agnello. La costruzione è testimoniata oggi da una targa commemorativa realizzata in occasione del centenario. Dotata di un'altissima ciminiera (52 m) e di profili in cotto lombardo, l'edificio accoglieva al primo piano le caldaie a carbone e al piano terra le macchine alternative a vapore e le dinamo. La potenza elettrica delle quattro dinamo installate, modesta oggi ma notevole all'epoca, era di circa 350 kw complessivi e bastava per accendere 4800 lampade ad incandescenza. L’energia elettrica prodotta era in corrente continua e veniva distribuita tramite conduttori interrati in una piccola area compresa fra piazza del Duomo, piazza della Scala e la Galleria Vittorio Emanuele II. Da quel momento non si utilizzeranno più lampade a gas ma l'elettricità. Da ricordare, l'inaugurazione della stagione lirica 1883 della Scala, con La Gioconda di Amilcare Ponchielli, fra lo stupore e la meraviglia del pubblico presente, in un teatro illuminato da 2880 lampade ad incandescenza. E’ la prima significativa realizzazione di illuminazione pubblica in Italia, coronata da grande successo.
La centrale elettrica ha però vita breve in quanto nel primo Novecento si guarda già all’uso della corrente alternata; così l’impianto viene chiuso, essendo obsoleto: la trasmissione della corrente non riusciva infatti ad andare al di fuori del centro cittadino. Lo stabile viene abbattuto nel 1926, quando si decide di abbattere l’intero isolato presente tra via Agnello e via S. Radegonda.
Sostanzialmente nel medesimo posto del teatro Radegonda, in prossimità del’imbocco di corso Vittorio Emanuele, di fianco al palazzo che ospita la pasticceria-confetteria Baj, compare nei primissimi anni del Novecento un cinema-teatro dal nome provvisorio di Padiglione Cinematografico, ben presto cambiato in Santa Radegonda che alterna spettacoli teatrali a proiezioni cinematografiche con accompagnamento dal vivo dell’orchestra. Più precisamente l’orchestra suona durante le proiezioni serali e festive mentre al pomeriggio ci si accontenta di un buon pianista. Il film in programmazione viene cambiato ogni martedì e ogni sabato. L’edifico può vantare, fin dal 1909, una facciata illuminata da numerose lampadine.Sarà proprio il Santa Radegonda il primo cineteatro funzionante ad energia termoelettrica, inoltre il primo dotato di un servizio di “bar automatico”, con annessa una pista di pattinaggio.
La gestione del cinema Santa Radegonda è dapprima della Pathé – Freres; poi, dal 1922, passa alla Leoni films che gestisce anche il vicino Palace. Da quell’anno le due sale utilizzano manifesti tipografici pressoché identici.
Saltuariamente la sala ospita, al posto del consueto film, documentari incentrati su grandi eventi, occasione rara (all’epoca) per vedere personaggi e luoghi di notevole rilevanza politica, sociale o religiosa. E’ il caso del documentario che mostra Benedetto XV e la cerimonia di santificazione di Giovanna d’Arco nel 1920.
Tra le pellicole ospitate dal Santa Radegonda, ricordiamo:
nel 1919
Le mogli e le arance (L.Serventi, 1917) e Spiritismo (C. De Riso, 1919)
nel 1920
Il marchio del passato (t.o. Mary Regan, L. Weber, 1919); Il figli di Sansonia (F. Costamagna, 1920; con Luciano Albertini); L’innamorata (G. Righelli, 1920)
nel 1922
La figlia del mare (t.o. The Daughter of the Sea, C. Seay, 1915), I predoni del treno (t.o. Wolves of the Rail, W. Hart, 1918), Il cavaliere dell’Arizona (t.o. Arizona di e con Douglas Fairbanks, 1918), I due mariti di Ruth (t.o. Die beiden Gatten der Frau Ruth, R. Biebrach, 1919), Cuore di vent’anni (t.o. Oh my Boy, A. Capellani, 1919 con June Caprice), Il fango e le stelle (P. Mazzolotti, 1921), Signorina in lotteria (P. Trinchera, 1921), Saracinesca (G. Ravel 1921, con Elena Sangro), Tempeste (t.o. Tempetes, R. Boudrioz, 1922), Theodora (Carlucci, 1922)
nel 1923
L’ebreo polacco (t.o. The Bells, E. Warde, 1918), L’artiglio (t.o. Menshen im Feuer, C. Muller-Hage, 1919), I quattro moschettieri (F. Costamagna, 1919); Il carnefice di S. Maria (t.o. Der Henker von Sankt Marien, F. Freisler, 1920), Negli abissi del mare (t.o. Below the Surface, I. Willat, 1920), L’abito fa il monaco (t.o. A Tailor-Made Man, J. De Grasse, 1922), Il ritorno di Cayenna (t.o. Man to Man, S. Paton, 1922), Dolor di bimbo (t.o. Trouble; A. Austin, 1922 con Jackie Coogan), Santarellina (E. Perego, 1923, con Leda Gys), L’uomo dal mantello verde (U. M. Del Colle, 1923), Saetta contro la ghigliottina (Vardannes, 1923)
nel 1924
Il mozzo dell’Albatros (t.o. Moran of the Lady Letty, G. Melford, 1922, con Rodolfo Valentino), L’assassinio del corriere di Lione (t.o. L’affaire du courier de Lyon, L. Poirier, 1923), Il re del circo (t.o. Der Zirkuskönig, 1924, di e con Max Linder).
Il Santa Radegonda chiude e lo stabile viene demolito nel 1926.

Nella seconda metà degli anni venti, grazie alla famiglia Pittaluga, che si occupa anche di produzione cinematografica, viene edificato un nuovo, imponente  edificio residenziale a il cui piano sotterraneo e piano terreno vengono destinati rispettivamente dal teatro e dal vasto ed elegante cinema Odeon. Il nome comune a numerose sale nel mondo, derivante da un termine greco che significa “cantare” (letteralmente "costruzione destinata alle gare musicali") e dal quale derivano anche le parole ode e aedo.
Il nuovo edificio, oltre al cinema che si sviluppa in altezza per tre piani, comprende un teatro sotterraneo (teatro Odeon) da 900 posti, un salone ristorante e uno da ballo; inoltre sono presenti locali ad uso abitativo, uffici e magazzino, a partire dal quarto al sesto piano. Il cinema Odeon viene costruito nel 1927-1929 su progetto di Laveni e Avati in quella che era la sede del Santa Radegonda.
Lo stile del cinema è ispirato ad un certo monumentalismo: l’ingresso su via Santa Radegonda (al civico 8) è contrassegnato da un monumentale portico con colonne giganti e colonnine, fregi, timpani e cornici, balaustre, nicchie con statue. L'ingresso nel portico è formato da sette portoni arcuati in legno e vetro e un soffitto in legno a cassettoni intagliati. Sopra il primo arco del portico, a sinistra si trova una nicchia con una statua in marmo simboleggiante il Cinema, rappresentato da una donna nuda che tiene accanto a sè una rudimentale cinepresa (sostanzialmente una scatola su un cavalletto), mentre a destra, in un'altra nicchia, viene rappresentato il Teatro come una donna con una maschera giacente ai suoi piedi. Sopra l'ultimo arco si trovano i personaggi femminili di Isadora Duncan (personificazione della Danza) e Apollo in versione muliebre (personificazione della Musica).
L’ampio vestibolo e l’atrio sono arricchiti da pilastri rivestiti in radica e sopra le porte sono presenti pannelli rappresentanti scene allegoriche. L’ampia sala, dotata di platea e galleria, presenta marmi, drappeggi, tappezzerie, la balconata con gli ottoni, i bronzi delle lampade a muro. Lo schermo è circondato da una griglia di legno dorato composta da quattro cornici distanziate in profondità, all’interno delle quali sono inseriti gli altoparlanti e ben 2.600 lampadine con le quali si creano gli effetti cromatici in tutta la sala.
Sopra lo schermo è presente la scritta, in caratteri dorati, “Ex tenebris vita”, tutt’ora presente.
La sala viene inaugurata il 26 novembre 1929, con un’anteprima a inviti, presenti anche le autorità cittadine. Dopo un concerto musicale, al pubblico viene proposta la proiezione di La spedizione del Barone Franchetti in Dancaglia.Il nome del primo direttore è Ugo Bossi, seguito, nel 1963, da Remigio Paone.
L’Odeon è destinato ad affermarsi come uno dei principali e più duraturi luoghi dello spettacolo filmico nella metropoli lombarda.
Nella stagione estiva, oppure nei periodi di flessione degli incassi cinematografici, come negli anni di passaggio al sonoro, o sul finire degli anni trenta e nel periodo bellico, l’Odeon abbina il music-hall per le pellicole di minor richiamo. Si tratta comunque di rappresentazioni teatrali con artisti di rilievo, quali Odoardo Spadaro, Marina Maresca e Elena Giusti
Nel periodo 1930-45 numerose sono le pellicole interessanti transitate in questo locale: ricordiamo, tra le altre, Tempi moderni (Chaplin, 1936) nel 1937, il kolossal hollywoodiano L’incendio di Chicago (King, 1938) nel 1938,
nel 1939:
il documentario Olympia (Riefensthal), Prigione senza sbarre (Moguy, 1938), il giallo-romantico Chi ha ucciso Gail Preston? (Barsha, 1938, con Rita Hayworth)
nel 1939
Papà Lebonnard (De Limur, 1938), Ritorno all’alba (Decoin, 1938) e Ai vostri ordini signora (Mattoli, 1939)
Addio giovinezza (Poggioli, 1940) nel 1941, Tosca (C. Koch, 1941)
nel 1942
il solenne film di propaganda bellica Bengasi (Genina, 1942) in ottobre, Un pilota ritorna (Rossellini, 1942), Catene invisibili (Mattoli, 1942)
Fino al contingentamento nel periodo bellico, la sala dà ampio spazio alla produzione americana: nel 1938 quattro dei cinque film di maggiore incasso all’Odeon sono americani: Follie di Broadway (Del Ruth, 1937) 18.328 spettatori nella prima settimana di programmazione, Capitani Coraggiosi (Fleming, 1937) 18.087; Fanciulli del West (Horne, 1937, con Stan Laurel e Oliver Hardy) 17.029; I Filibustieri (De Mille, 1938) 14.521; il quinto film è anche l’unico italiano, Luciano Serra Pilota (Alessandrini, 1938).
Colpito durante i bombardamenti dei primi d’’agosto 1943, l’Odeon è in grado di riaprire già il 7 settembre dello stesso anno.
Nel novembre 1943 il cinema Odeon ospita i concerti dell’orchestra del Teatro alla Scala, rimasto danneggiato in agosto.
Nel 1944 le grandi prime sono piuttosto rare;  un’eccezione è costituita dal film tedesco Il Barone di Munchausen (Von Baky, 1943), in occasione della quale l’Odeon ripristina anche il sistema di prenotazione dei biglietti (dalle 10 alle 12 di ogni mattina) per evitare eccessivi affollamenti.
Anche nel dopoguerra la centralissima sala mantiene la propria posizione privilegiata (insieme con le sale del Manzoni, del Corso e dell’Astra), dando ospitalità a film spettacolari, molto attesi dal grande pubblico.
Nel 1956, anno del grande successo televisivo di Lascia o raddoppia?, l’Odeon è tra le sale di prima visione – insieme ad Augusteo e Durini – ad attrezzarsi con teleproiettore per la trasmissione dello spettacolo su grande schermo.
La gestione è della ditta Lodigiani, che, negli anni '50, segue anche Missori, Puccini, Apollo, Dal Verme e Giardini. In seguito subentra la E.C.I. (Esercizio Cinematografico Italiano) di Roma, che segue molte sale milanesi tra cui Giardini, Puccini, Dal Verme, Manzoni, Missori, Impero, Cielo e Las Vegas.
Tra le pellicole più rilevanti del periodo citiamo Roma città aperta (Rossellini, 1945), Lenin nel 1918 (Romm, 1939) nel 1945,
nel 1946
Sciuscià (De Sica, 1946), Un giorno nella vita (Blasetti, 1946), La vispa Teresa (Mattoli, 1944)
nel 1947
Gilda (Vidor, 1946), Notorious (Hitchcock, 1946), L’onorevole Angelina (Zampa, 1947)
nel 1950
Napoli milionaria (De Filippo, 1950), Le sei mogli di Barbablù (Bragaglia, 1950), Non c’è pace tra gli ulivi (De Santis, 1950), E’ più facile che un cammello (Zampa, 1950)
La conversa di Belfort (Bresson, 1943) e Il monello della strada
(Borghesio, 1950) nel 1951, Guardie e ladri (Steno e Monicelli, 1951), Il temerario (N. Ray, 1952) nel 1953, Quando la moglie è in vacanza (Wilder, 1955), Guardia, guardia scelta, brigadiere, maresciallo (Bolognini), Lo specchio della vita (Sirk, 1959), Dove la terra scotta (A. Mann, 1958) nel 1959, Kapò (Pontecorvo, 1960), Tutti a casa (Comencini, 1960), Le quattro giornate di Napoli (Loy, 1962), Viridiana (Bunuel 1961) nel 1963, Gli uccelli (Hitchcock, 1963), Per un pugno di dollari (Leone, 1964), La mia signora (Comencini, Bolognini, Brass, 1964), Agente 007 missione Goldfinger (Hamilton, 1965, per l'occasione nell'atrio viene esposto un prototipo dell'auto del film, una Rolls Royce Phantom III), Agente 007 Thunderball (Young, 1965), Le piacevoli notti (Crispino, 1966), L’armata Brancaleone (Monicelli, 1966), Agente 007 si vive solo due volte (Gilbert, 1967), Oggi a me, domani a te (Cervi, 1968), Il clan dei siciliani (Verneuil, 1969), Agente 007 al servizio segreto di sua maestà (Hunt, 1969),
nel 1970
Rosolino Paternò soldato (N. Loy, 1970), Dramma della gelosia: tutti i particolari in cronaca (Scola, 1970; tiene cartellone per oltre tre mesi), Brancaleone alle crociate (Monicelli, 1970), Il presidente del Borgorosso Football Club (D’Amico, 1970)
nel 1971
Detenuto in attesa di giudizio (Loy, 1971), La supertestimone (Giraldi, 1971), L’uomo dagli occhi di ghiaccio (A. De Martino, 1971), La vittima designata (Lucidi, 1971); Agente 007. Una cascata di diamanti (Hamilton, 1971) che vi tiene cartellone per tre mesi dal dicembre 1971, La grande fuga (Sturges, 1963; ried.)
nel 1972
Il sanguinario (Hickox, 1972), La Betia (De Bosio, 1972), Bianco, rosso e... (Lattuada, 1972), L’uomo dai sette capestri (Huston, 1972), ...e poi lo chiamarono il Magnifico (Barboni, 1972), Fritz il gatto (Bakshi, 1971)
nel 1973
L’emigrante (Festa Campanile, 1973), I due volti della vendetta (Brando, 1961; ried.), Quella sporca dozzina (Aldrich, 1967; ried.)
Serpico (Lumet, 1973) nel 1974
nel 1975
Flic Story (Deray, 1975), Un genio, due compari, un pollo (Damiani, 1975)
nel 1976
Napoli violenta (Lenzi, 1976), Per un pugno di dollari (Leone, 1964; ried.), C’era una volta il West (leone, 1968; ried.), Gli amici di Nick Hezard (Di Leo, 1976)
New York, New York (Scorsese, 1977), Zombi (Romero, 1978), Venerdì 13 (Cunningham, 1980), I predatori dell’arca perduta (Spielberg, 1981),
nel 1982
Fuga per la vittoria (Huston, 1981), E.T.-L'extraterrestre (Spielberg, 1982) e Via col vento (Fleming, 1939, riedizione)
The Blues Brothers (Landis 1980) nel 1983, Lo squalo 3 (Alves, 1983, il film viene proiettato in 3D in un periodo di rinnovato interesse per questa tecnica, attirando frotte di spettatori, nonostante la qualità modesta dell'opera), Indiana Jones e il tempio maledetto (Spielberg, 1984).

Nel 1986 l’Odeon, rilevato dal gruppo americano Cannon, è la prima sala milanese a trasformarsi in Multisala - nuovo nome Cannon Odeon - mantenendo la grande, caratteristica sala principale (1170 posti), fagocitando il teatro sotterraneo che si trasforma nella sala numero due (540 posti) e aggiungendo altre sei (in seguito otto) piccole salette (tra i 100 e i 250 posti), molte delle quali possono permettersi (considerata l’esiguità dei posti) una programmazione dedicata al cinema d’autore. Nel tempo la programmazione dele sale piccole purtroppo ridurrà la propensione al cinema d’autore, per limitarsi a replicare i film di maggiore successo in cartellone nelle sale principali. Il complesso rimane comunque intatto, con la sua entrata elegante, i suoi marmi, le preziose impiallacciature in radica, le lampade e le originali appliques in gusto déco.
Nel 1988 la multisala viene acquisita dal circuito Cinema 5, facente capo al gruppo Mediaset di Silvio Berlusconi: il nome cambia in Odeon Cinema 5. Nel 1993 le sale diventano dieci: la sala 9, situata al piano terra, con una capienza di 137 posti ha uno stile moderno, mentre  la sala 10 è ricavata da una parte dell’ingresso della galleria del vecchio cinema, alla quale si accede salendo un’elegante scalinata; presenta un soffitto a cassettoni ed ha una capienza di 117 posti.
Le due nuove sale vengono inaugurate venerdì 29 gennaio 1993, rispettivamente con Puerto Escondido (Salvatores, 1992) e Il danno (Malle, 1992).
Altra novità: all’esterno del cinema, vengono installati 10 porta manifesti luminosi indicanti i rispettivi film in cartellone; ciascun poster è dotato di un display con il numero decrescente dei posti ancora disponibili nella sala di riferimento.
Dal 1988 al 2008 la multisala aderisce anche a manifestazioni cinematografiche cittadine, quali “Cannes e dintorni” (in giugno) e “Panoramica di Venezia” (in settembre).
Nel luglio 2009, decolla il progetto The Space Cinema, che porta alla creazione di una nuova società che detiene le attività di Medusa Multicinema e le strutture di Warner VIllage Cinema: 24 strutture dislocate su tutto il territorio italiano, per un totale di 242 sale cinematografiche.
Anche l’Odeon rientra nel progetto e la multisala cambia nome in The Space Odeon: ha anche un suo spazio all’interno del sito web,
www.thespacecinema.it, per informazioni, prenotazioni e acquisto dei biglietti.
La sera di domenica 29 novembre 2009, un incendio sprigionato probabilmente da un cortocircuito comporta l’evacuazione della multisala milanese: il locale resterà chiuso per alcuni giorni, per poi riaprire in maniera parziale, solo con alcune sale. Sono necessari lavori di rifacimento dell’impianto elettrico e di modifica delle uscite di sicurezza, che richiederanno alcuni mesi. La multisala tornerà a pieno regime – con tutte le dieci sale in funzione - solo nel maggio 2010.Nell'estate del 2011 la multisala chiude ancora per ulteriori lavori di riammodernamento, per riaprire alla fine di agosto.
Tra le pellicole più interessanti, ospitate dalla multisala, citiamo Lo zoo di Venere (Greeneway, 1985), Round Midnight (Tavernier, 1986), Il declino dell’impero americano (Arcand, 1986) nel 1987, 007 zona pericolo (Glen, 1987), September (Allen, 1987) nel 1988, Nuovo cinema Paradiso (Tornatore, 1988), Giochi nell’acqua (Greenaway, 1988), Paura e amore (Von Trotta, 1988), Therese (Cavalier, 1988), Donne sull’orlo di una crisi di nervi (Amodòvar, 1988), Fa’ la cosa giusta (Lee, 1989), Che ho fatto io per meritare questo? (Amodòvar, 1984) e Matador (Almodovar, 1986) nel 1989, Indiana Jones e l’ultima crociata (Spielberg, 1989), Black Rain (R. Scott, 1989),
nel 1990
Mo’ Better Blues (Lee, 1990), Cabal (Barker, 1990), Seduzione pericolosa (H. Becker, 1989), Harry ti presento Sally (Reiner, 1989), Ti amerò... fino ad ammazzarti (Kasdan, 1989), Caccia a Ottobre rosso (McTiernan, 1990), Cuore selvaggio (Lynch, 1990)
nel 1991
Il tè nel deserto (Bertolucci, 1990), Atto di forza (Verhoeven, 1990), Il grande inganno (Nicholson, 1990)
Le iene (Tarantino, 1992), Fino alla fine del mondo (Wenders, 1991) nel 1992, Il danno (Malle, 1992) nel 1993, Il fuggitivo (A. Davis, 1993), America Oggi (Altman, 1993), I ponti di Madison County (Eastwood) nel 1995, Riccardo III (Loncraine, 1995) nel 1996, L.A. Confidential (Hanson, 1997), Tutto su mia madre (Amodòvar, 1999), Matrix (Wachowski, 1999)
nel 2000
The million dollar hotel (Wenders, 2000), Il dottor T e le donne (Altman, 2000); I cento passi (Giordana, 2000), Nonhosonno (Argento, 2000)
Hollywood Ending (Allen) nel giu. 2002 nell’ambito della rassegna “Cannes e dintorni”, Collateral (M. Mann, 2004), Wolf Creek (McLean, 2004) nel set 2005 nell’ambito della rassegna “Panoramica di Venezia”, Oliver Twist (Polanski, 2005), Lussuria - Seduzione e tradimento (A.Lee, 2007) nel 2008, La battaglia dei tre regni (Woo, 2008) e Avatar (Cameron, 2009) nel 2009, Shutter Island (Scorsese, 2009) e Robin Hood (Scott) nel 2010, 13 assassini (Miike, 2010) e Quei bravi ragazzi (Scorsese, 1990) nel 2011.
nel 2012
Io e te (Bertolucci, 2012), La bella e la bestia (Trousdale e Wise, 1991; riedizione in 3D, cartoni Disney), C'era una volta in America (Leone, 1984; riedizione) e il documentario Marina Abramovic: The Artist Is Present (Akers).

 

 

Il teatro Santa Radegonda nell’Ottocento                                       foto

Il cinema Santa Radegonda nel 1910 (per gentile conces. di Marco Ferrari) foto*

La confetteria Baj, contigua al cinema S. Radegonda (1910 circa) foto

Via Santa Radegonda nel 1910 (per gentile concessione di Willy Salveghi)  
E’ visibile l’inizio della facciata del cinema                                          
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Vista aerea di Milano nel 1923 (per gentile concessione di Willy Salveghi)   foto
della centrale elettrica                                                                      
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e del cinema S. Radegonda                                                               
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La ciminiera della centrale elettrica e il Duomo
(per gentile concessione di Willy Salveghi)                                                                        foto 1foto 2

Vista aerea di Milano verso il Duomo con ciminiera (1910)          foto

Foglio pubblicitario del cinema (1910)                                           immagine

Manifesti del cinema Santa Radegonda (fonte: Cineteca Italiana –  www.lombardiabeniculturali.it)
1919
Spiritismo                                                                                        
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1920
I figli di Sansonia - nov                                                                    
imm 1 - imm 2
Il marchio del passato                                                                      
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L’innamorata                                                                                    
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Benedetto XV e la santificazione di Giovanna d’Arco - docum.            
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1922
Theodora
(in contemporanea con il vicino Santa Radegonda)                            immagine
Il fango e le stelle - 28-29 lug                                                           
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Il cavaliere dell’Arizona                                                                  
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I predoni del treno                                                                          
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Cuore di vent’anni                                                                          
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I due mariti di Ruth                                                                        
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Saracinesca                                                                                    
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La figlia del mare                                                                            
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Signorina in lotteria                                                                        
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Tempeste                                                                                          
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1923
Il carnefice di S. Maria                                                                  
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L’ebreo polacco                                                                              
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Negli abissi del mare                                                                      
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Santarellina                                                                                      
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L’uomo dal mantello verde                                                              
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L’artiglio                                                                                          
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Il ritorno di Cayenna                                                                      
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Saetta e la ghigliottina                                                                    
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Dolor di bimbo                                                                                
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I quattro moschettieri                                                                      
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L’abito fa il monaco                                                                        
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1924                
Il mozzo dell’Albatros                                                                      
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Il re del circo                                                                                  
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Flick e Flock cercano moglie                                                          
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L’assassinio del corriere di Lione                                                  
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Cinema Odeon: progetto di G. Laveni e A. Avati (1927)
(per gentile concessione di Eleonora Onorati)                                                                 
Pian terreno, galleria e sezione longitudinale                                         imm 1 - imm. 2 - imm. 3*

Cinema Odeon: progetto di G. Laveni e A. Avati (1927)
(per gentile concessione di Willy Salveghi)                                                                      immagine*

Il cinema Odeon negli anni trenta
Il nuovo edificio                                                                                foto
L’ingresso del cinema                                                                       
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La terrazza panoramica (ristorante;
per gentile concessione di Marco Ferrari) foto

La sala nel 1933 (per gentile concessione di Willy Salveghi)                                    foto
La sala d’attesa                                                                                
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Il cinema Odeon nel 1949-50
Veduta aerea – di fianco si sta per riedificare la Rinascente                   foto
La Rinascente, appena ricostruita, e il contiguo palazzo dell’Odeon       
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La sala del cinema negli anni cinquanta (per gentile concessione di Willy Salveghi)
La sala                                                                                              foto 1 foto 2 foto 3*
Il salone della biglietteria                                                                    
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Il salone del ristorante al terzo piano                                                   
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Il cinema Odeon intorno al set. 1959 (per gentile concessione di Willy Salveghi)
In programmazione Un dollaro d’onore (Hawks, 1959)                      foto*

Il cinema Odeon intorno al 1960
Veduta aerea                                                                                     foto
Dettaglio della cartolina                                                                     
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La sala del teatro Odeon nel 1960
Nel 1986 si trasforma nella sala cinematografica n. 2                            foto

Il cinema Odeon nel 1974                                                             foto

Il cinema Odeon nel marzo 1978 (per gentile segnalazione di Willy Salveghi)
In programmazione L’uomo nel mirino (Eastwood, 1977)                     foto

Il progetto Multisala (per gentile concessione di Marco Ferrari)
Articolo del Corriere della Sera (13 giugno 1985)                                immagine
Odeon in fase di ristrutturazione (1986)                                              
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Multisala Odeon nel 1986
L’ingresso. In programmazione Una domenica sì (Bastelli)                  foto 1foto 2
L’insegna                                                                                         
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Multisala Odeon nel 2006 (per gentile concessione di Willy Salveghi)                foto

Scalone interno (maggio 2007; da www.fanaticalaboutcinema.com)
  (su gentile segnalazione di Willy Salveghi)                                                                       
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Multisala Odeon nel febbraio 2008
L’edificio complessivo                                                                         foto 1foto 2
L’edifico verso piazza Duomo                                                            
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L’edificio verso corso Vittorio Emanuele                                            
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I portici con le insegne pubblicitarie                                                    
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I portici verso piazza Duomo                                                            
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I portici verso piazza Scala                                                                
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L’ingresso                                                                                        
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Vista aerea del cinema Odeon nel 2010                                          foto

Multisala Odeon in ristrutturazione nell’estate  2011
(per gentile concessione di Willy Salveghi)                                                                        foto

Annunci pubblicitari su quotidiani
L’incendio di Chicago - 12 ott. 1938                                                 immagine*
Prigione senza sbarre - 9 gen. 1939
(per gentile conces. di Willy Salveghi)     immagine
Ai vostri ordini signora - 22 feb 1939
(per gentile conces. di Willy Salveghi)   immagine
Ritorno all’alba - 24 mar. 1939
(per gentile concessione di Willy Salveghi)       immagine
Papà Lebonnard - 1 apr. 1939
(per gentile concessione di Willy Salveghi)       immagine
Tosca - 29 gen. 1941                                                                          
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Napoli milionaria – ott. 1950                                                           
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E’ più facile che un cammello – 4 nov. 1950                                    
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Le sei mogli di Barbablù – 30 nov. 1950                                         
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Il monello della strada
– 4 gen.1951                                                  immagine
Guardia, guardia scelta, brigadiere, maresciallo – 26 apr. 1956        immagine
Dove la terra scotta – 31 gen. 1959                                                 
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Kapò - 29 set. 1960                                                                           
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Le quattro giornate di Napoli – 23 nov. 1962                                  
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Viridiana - gen 1963
(per gentile concessione di Willy Salveghi)                     immagine
Gli uccelli – 1 nov. 1963                                                                   
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Per un pugno di dollari (firmato Robertson) - 31 ott. 1964                 
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La mia signora - 31 ott. 1964                                                          
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Le piacevoli notti - ott 1966
(per gentile concessione di Willy Salveghi)           immagine
Oggi a me, domani a te – 28 mar. 1968                                            
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Il clan dei siciliani - 1969                                                                
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El Condor (Guillermin) - 1969                                                            
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Agente 007 al servizio segreto di sua maestà – 1969                        
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Rosolino Paternò soldato – apr 1970                                                
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Brancaleone alle crociate - dic. 1970                                             
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La supertestimone - mar. 1971                                                          
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Detenuto in attesa di giudizio - ott. 1971                                         
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Agente 007 – Una cascata di diamanti - dic. 1971                           
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Serpico - apr. 1974
(per gentile concessione di Willy Salveghi)                         immagine
Flic Story - 4 dic. 1975                                                                      
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I predatori dell’arca perduta – 11 ott. 1981
(per gentile concessione di Marco Ferrari)                                                                       immagine
Fuga per la vittoria (Huston, 1981) – 9 gen. 1982
(per gentile concessione di Marco Ferrari)                                                               immagine*
Bollenti Spiriti (Capitani, 1981) – 23 gen. 1982
(per gentile concessione di Marco Ferrari)                                                                     immagine
Morti e Sepolti (Sherman, 1981) - 8 giu 1982
(per gentile concessione di Marco Ferrari)                                                               immagine
E.T. – 16 dic. 1982 (per gentile concessione di Marco Ferrari)                           immagine
September
24 mar. 1988 (per gentile concessione di Marco Ferrari)               immagine
The Blues Brothers – 14 mag. 1983 (ried.)                                         immagine
I giorni del Commissario Ambrosio (S.Corbucci) – 14 ott. 1988
(per gentile concessione di Marco Ferrari)                                                     immagine
Il Presidio (Hyams) – 22 ott. 1988
(per gentile concessione di Marco Ferrari)   immagine
Chi ha incastrato Roger Rabbit? (Zemeckis) - 3 dic. 1988
(per gentile concessione di Marco Ferrari)                                                       immagine
Matador – 3 apr. 1989
(per gentile concessione di Marco Ferrari)                     immagine
Che ho fatto io per meritare questo? - 3 ott. 1989
(per gentile concessione di Marco Ferrari)                                                       immagine
Il té nel deserto - gen. 1991  (
per gentile concessione di Willy Salveghi)           immagine
Avalon (Levinson) - 28 feb 1991 (
per gentile concessione di Willy Salveghi)     immagine
Il fuggitivo – 23 set 1993
(per gentile concessione di Marco Ferrari)                 immagine
Riccardo III -16 mar. 1996
(per gentile concessione di Willy Salveghi)             immagine
Il dottor T e le donne - 29 set 2000                                                  
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Collateral -16 ott. 2004
(per gentile concessione di Willy Salveghi)                 immagine
Spider-man 2 (Raimi)- 16 ott 2004
(per gentile concessione di Willy Salveghi)  immagine
The Terminal - 16 ott 2004 (per gentile concessione di Willy Salveghi)          immagine
The Bourne Supremacy (Greengrass)- 16 ott 2004
(per gentile concessione di Willy Salveghi)                                                    immagine
Robin Hood – mag. 2010
(per gentile concess. di Willy Salveghi)               immagine
La città verrà distrutta all’alba (Eisner) - mag. 2010      
(per gentile concess. di Willy Salveghi)                                                         immagine

Spettacolo Spark Ballet – 4 mar. 1930                                            immagine

Incendio alla Multisala Odeon nel novembre 2011
(per gentile concessione di Willy Salveghi)                                                                        immagine

Biglietti del cinema (anni trenta; per gentile concessione di Marco Ferrari)  
Si notino i due fasci che incorniciano la sigla della Siae                        
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                     (1948ca;
per gentile concessione di Marco Ferrari)                   immagine
                     (1967;
per gentile concessione di Anna Maria Fiocchi)               immagine
                     (1978-81;
per gentile concessione di Marco Ferrari)                   immagine
                     (1979;
per gentile concessione di Willy Salveghi)                       immagine
                   (1980)                                                                          
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                     (1986-88;
per gentile concessione di Marco Ferrari)                   immagine
                     (1991-95;
per gentile concessione di Marco Ferrari)                   immagine
                     (2007-10;
per gentile concessione di Marco Ferrari)                   immagine
                     (2010;
per gentile concessione di Willy Salveghi)                       immagine
                     (2010-11;
per gentile concessione di Willy Salveghi)                 immagine

Mappa di Milano nel 1930 (centro)
Posizione del cinema                                                                          
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Mappa di Milano (centro)
Posizione del cinema                                                                          
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* l’asterisco segnala foto e materiale di particolare interesse

 

 

Si invitano i numerosi giornalisti e lettori che utilizzano i testi del  sito (spesso con semplici copia/incolla) a citare la fonte