cinema Pacini

il cinema intorno al 1950

testo scritto in collaborazione con  Marco Ferrari

Al civico numero 53 di via Pacini, nella seconda metà degli anni trenta inizia l’attività il Cinema Teatro Pacini.
A partire dal 1936 si assiste ad una costante crescita del numero di biglietti venduti e di incassi per le sale milanesi; questi ultimi passano da 54.091.538 lire nel 1936 a 66.596.997 lire nel 1938: questa iniezione di denaro consente all'esercizio milanese di espandersi - il numero dei locali passa da 65 a 74 - e di rinnovarsi. Il Pacini fa parte delle nuove sale aperte in quel periodo.
Si tratta di una sala da 1500 posti, appartenente alla terza fascia di locali della mappa urbana milanese: cinema-teatri di terza visione che si inseriscono nel bacino dei piccoli cinema rionali; rispetto a quelle aperte nel decennio precedente, le sale di questo tipo hanno il vantaggio competitivo di esordire sul mercato già con gli impianti attrezzati per il sonoro e di offrire al pubblico ambienti più spaziosi e arredi migliori.
Il Pacini – come molte altre sale periferiche – spesso propone la doppia programmazione oppure abbina pellicole popolari a rappresentazioni teatrali e viene promossa attraverso l’affissione di manifesti tipografici nel quartiere; nei primi anni di attività i manifesti riportano anche l’indicazione dei mezzi pubblici utilizzabili per raggiungere la sala; col tempo, l’acquisita notorietà in zona non renderà più necessaria tale indicazione.
Si tratta comunque di una sala “povera”: come altre sale analoghe, ad esempio il Duse, i manifesti tipografici sono realizzati in economia e riportano spesso l’intera programmazione settimanale anziché giornaliera; questo consente alla gestione un risparmio sulle imposte di bollo pari a L. 0,60 ad affissione.
Nel 1940 la programmazione del Pacini inizia ad apparire sulle pagine degli spettacoli dei quotidiani milanesi. L’apertura nei giorni feriali è alle 14:30 e nei festivi alle 13:30 o 14:00 a seconda della pellicola in cartellone.
Durante i bombardamenti notturni del 13 agosto 1943 il locale viene distrutto: si tratta di un evento prevedibile poiché il cinema si trova nelle immediate vicinanze dello scalo ferroviario di Lambrate. Il Pacini ricompare sulle pagine dei quotidiani solo nei primi mesi del 1947.
La restaurazione della sala ha portato ad una lieve riduzione della capienza, che è ora di 1250 posti.
La programmazione è di carattere molto popolare, spesso con pellicole di scarsa qualità.
L’offerta del Pacini, per tutto il ciclo di vita della sala, rimane principalmente rivolta al bacino d’utenza del quartiere, tant’è che la sala non è mai presente sui quotidiani con annunci pubblicitari (tamburini o flani). A metà degli anni sessanta, il Pacini viene classificato tra le terze visioni.
Tra le pellicole più interessanti proiettate al Pacini, ricordiamo: 
nel 1940
Il segreto di Villa Paradiso (Gambino, 1939) in doppia programmazione con Spavalderia (t.o. The Bowery, Walsh, 1933 con Wallace Beery), Ragazze in pericolo (t.o. Jeune filles en detresse, Pabst, 1939) in doppia programmazione con E’ nata una stella (Wellman, 1937), Alba Tragica (Carné con Jean Gabin), Ultima giovinezza (Musso, 1939), Distruzione (t.o. Looking for Trouble Wellman, 1934 con Spencer Tracy) e Le avventure di Marco Polo o Uno Scozzese alla corte del Gran Khan (Mayo 1938, con Gary Cooper), Centomila dollari (Camerini, 1940),
nel 1942
Luce nelle tenebre (Mattoli 1941), La porta chiusa (t.o. Angelika, Von Alten, 1940) in doppia programmazione con L’ebbrezza del cielo (Ferroni, 1940), La nave bianca (Rossellini, 1941) in doppia programmazione con Due cuori sotto sequestro (Bragaglia, 1941), Caffè Viennese (t.o. Wiener Geschichten, Bolvary, 1940), Una notte di dicembre (Bernhardt, 1939), I mariti (Mastrocinque, 1941 con Amedeo Nazzari), Il mondo crollerà (Pottier, 1939 con Eric von Stroheim), Con le donne non si scherza (Simonelli, 1941) e Ore 9: lezione di chimica (Mattoli, 1941, con Alida Valli),
Prigione d’amore (J. Boyer, 1939) nel 1943, Sempre nei guai (S. Tailor, 1944; con Stanlio e Ollio), C’era una volta un piccolo naviglio (G. Douglas, 1940; sempre con Stanlio e Ollio) e Bascomb il mancino (Simon, 1946 con Wallace Beery) nel 1947, La morte viene dall’ombra (Green, 1942) nel 1948, L’avventura viene dal mare (Leisen, 1944) e Gentiluomo ma non troppo (Beaumont, 1948 con Wallace Beery) nel 1949, Sabotatori (Hitchcock, 1942) nel 1950, Carmen (Christian-Jaque, 1943) e Macbeth (Welles, 1948) nel 1951, Francis alle corse (Lubin, 1951), Gianni e Pinotto fra le educande (Yarbrough, 1945 con Bud Abbott e Lou Costello), Eva contro Eva (Mankiewicz, 1950 con Bette Davis e Marilyn Monroe) e Sahara (Korda, 1943 con Humphrey Bogart) nel 1952, L’aquila e il falco (Foster, 1950), L’urlo della folla (Endfield, 1951) e Là dove scende il fiume (Mann, 1952) nel 1953, Mariti su misura (Cukor, 1951) Kociss l’eroe indiano (Sherman, 1952), Tarzan e i cacciatori d’avorio (Neumann, 1953)
nel 1954:
Mano pericolosa (Fuller, 1953 con Richard Widmark) e Il mondo le condanna (Franciolini, 1952 con Alida Valli e Amedeo Nazzari), I figli di nessuno (Matarazzo, 1951)
nel 1955: L’avventuriero della Louisiana (Maté, 1953), I Gangsters (Siodmak, 1946 con Ava Gardner e Burt Lancaster), Da qui all’eternità (Zinnemann, 1953), Il mostro della Laguna Nera (Arnold, 1954) e Le giubbe rosse del Saskatchewan (Walsh, 1954)
Anatomia di un delitto (J. Hopper, 1954), Quattro in medicina (Thomas, 1954) nel 1956, Come sposare un milionario (Negulesco, 1953 con Lauren Bacall e Marilyn Monroe), L’amore è una cosa meravigliosa (King, 1955), All’inferno e ritorno (Hibbs, 1955) e Alvaro piuttosto corsaro (Mastrocinque, 1954) nel 1957, La battaglia di Rio della Plata (Powell e Pressburger, 1956), Gaby (Bernhardt, 1956) e Lord Brummel (Bernhardt, 1954) nel 1958,
nel 1959: Kronos il conquistatore dell’universo (Neumann, 1957), Il boia di Lilla (Cottafavi, 1952), Timbuctù (Hathaway, 1957), L’ultima frontiera (Mann, 1955), Bravados (King, 1958) e Baciala per me (Donen, 1957)
Come svaligiare una banca (Levin, 1958), Piace a troppi (Vadim, 1956) e Il ragazzo sul delfino (Negulesco, 1957) nel 1960, La figlia dell’ambasciatore (Krasna, 1956), Il figlio del Corsaro Rosso (Zeglio, 1958) nel 1961, Lettere di una novizia (Lattuada, 1960), I due marescialli (Corbucci, 1961 con Totò e Vittorio De Sica) e L’erba del vicino sempre più verde (Donen, 1960) nel 1962, Letto a tre piazze (Steno, 1960 con Totò e Peppino de Filippo) e L’ultima volta che vidi Parigi (Brooks, 1954 con Elizabeth Taylor) nel 1963, Il coraggio e la sfida (Baker, 1961), Il colosso di Rodi (Leone, 1961) e 007 - Licenza di uccidere (Young, 1962 con Sean Connery) nel 1964, Cavalca e uccidi (Borau, 1964) e Il cucciolo (Brown, 1946) nel 1965, Il compagno Don Camillo (Comencini, 1965 con Fernandel e Gino Cervi), che resta in cartellone per tutto il mese di aprile, nel 1966,
nel 1967:
L’amante infedele (Christian-Jaque, 1966), Dove la terra scotta (A. Mann, 1958) e Delitto perfetto (Hitchcock, 1954 con Grace Kelly e Ray Milland) 
Un cadavere in fuga (Delbez, 1961 con Louis De Funes) e I dieci comandamenti (De Mille, 1956) nel 1968.
Il locale è tra le prime vittime della crisi dell’esercizio cinematografico milanese, rimasto per anni un’isola felice rispetto al resto d’Italia, ma ormai a sua a volta assediato dalla concorrenza televisiva: la sala, troppo grande per sopravvivere ancora con la sola utenza di quartiere, con una programmazione non più adeguata alle mutate abitudini del pubblico, cessa l’attività all’inizio del  1969.
Lo stabile viene demolito ed attualmente lo spazio del cinema è occupato da un garage.

 

Il cinema Pacini intorno al 1950:
Esterno del locale con insegna lungo via Pacini                                    foto 1foto 2

Medesimo spazio urbano nel giugno 2008
Il garage: facciata e lato su via Desiderio                                            foto 1foto 2
Il garage verso piazza Piola                                                                
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Il garage verso la stazione di Lambrate                                               
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5 manifesti tipografici del cinema Pacini (fonte: Cineteca Italiana –  www.lombardiabeniculturali.it):
Manifesto con programmazione settimanale dal 13 al 18 giugno 1940:     immagine
Il segreto di Villa Paradiso
in doppia programmazione con Spavalderia – il 13 e 14
Ragazze in pericolo
in doppia programmazione con E’ nata una stella – dal 16 al 18
Manifesto con programmazione settimanale dal 25 al 30 giugno 1940:   
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Ultima giovinezza il 25 e 26
Distruzione  – il 27 e 28
Il Uno Scozzese alla corte del Gran Khan – il 29 e 30
Manifesto con programmazione settimanale dal 27 gen. al 2 feb. 1942:   
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La porta chiusa
in doppia programmazione con L’ebbrezza del cielo – dal 27 al 29
La nave bianca
in doppia programmazione con Due cuori sotto sequestro– dal 30 al 2
Manifesto con programmazione settimanale dal 10 al 16 febbraio 1942: 
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Caffè Viennese – il 10 e 11
Una notte di dicembre – il 12 e 13
I mariti – dal 14 al 16
Manifesto con programmazione settimanale dal 17 al 23 febbraio 1942: 
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Il mondo crollerà – il 17 e 18
Con le donne non si scherza – il 19 e 20
Ore 9: lezione di chimica – dal 21 al 23

Mappa di Milano (p. Leonardo)
Posizione del cinema                                                                          
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