cinema Savoia - Giulio Cesare - Abanera - Tiziano

l’accesso su via Rossetti
negli anni cinquanta

 testo scritto in collaborazione con Marco Ferrari

Nel 1937, al civico 12 di viale Cassiodoro inizia l’attività il cinema Savoia.
La gestione del cinema è la stessa che fino ad allora seguiva il locale di viale Montenero n. 55, chiuso per ristrutturazione nello stesso e che riaprirà nel 1943 con il nome di Regina.
Nei primi tempi la sala - pur essendo presente nella pagina degli spettacoli dei quotidiani milanesi –utilizza anche i manifesti tipografici appesi sui muri del quartiere, pratica molto diffusa nei decenni precedenti, ma ormai in fase di estinzione. Sui quotidiani, accanto al nome della sala viene specificato anche l’indirizzo – informazione non presente con il precedente Savoia - anche per avvisare i lettori-spettatori dell’avvenuto cambiamento di locazione.
Il cinema abbina film e rivista.
Tra le pellicole più interessanti ospitate al Savoia, ricordiamo: Il bandito della Casbah (Duvivier, 1936) e Carnet di ballo (Duvivier, 1937) nel 1938, Fiamme in Oriente (C. Jaque, 1937) ed Ettore Fieramosca (Blasetti, 1938) nel 1939, Il ponte dei sospiri (Bonnard, 1940), Alessandro, sei grande! (C. Bragaglia, 1940),
nel 1941:
Ridi Pagliaccio (Mastrocinque, 1941 con Fosco Giochetti) seguito da un cartone animato di Topolino, Il romanzo di un medico (t.o. Roman eines Artzes, J. van Alten, 1938) e Una romantica avventura (Camerini, 1940)
nel 1942:
La bocca sulla strada (Roberti, 1941), La nave bianca (Rossellini, 1941) e Scampolo (Malasomma, 1941) nel 1942.
Il 2-3 marzo 1943 in cartellone c’è il film tedesco I Rothschild (E. Washnecks, 1940) e si avvisa il pubblico che l’incasso verrà devoluto a favore dei sinistrati colpiti dai pesanti bombardamenti del febbraio precedente.
Le quattro terrificanti incursioni aeree dell’agosto 1943 mettono in ginocchio Milano. Nei mesi immediatamente successivi solo una dozzina di sale cinematografiche appaiono in attività; tutte le altre sono state danneggiate. Anche il Savoia scompare dagli elenchi cittadini. I lavori di risistemazione procedono tuttavia a ritmi forzati e le sale colpite in modo non irreparabile tornano in attività in breve tempo. Il Savoia riprende a lavorare già nel dicembre 1943.
Dopo l’8 settembre 1943 il cinema Savoia non può (per ovvi motivi) mantenere tale nome e pertanto il 15 gennaio 1944 si trasforma nel cinema Giulio Cesare (il nome riprende quello della omonima vicina piazza, sulla quale si affaccia l’ingresso principale della Fiera). L’ultimo film programmato dal Savoia è Chi bacia Maddalena? (Janson, 1939; 13-14 gennaio 1944) mentre il Giulio Cesare esordisce con Una volta alla settimana (Rathonyi, 1941; 15 gennaio).

Anche il Giulio Cesare continua a proporre film e avanspettacolo. Ad esempio, nell’aprile 1945 il locale ospita il debutto della compagnia di rivista Aldrovandi con lo spettacolo Biancaneve: sette nani e sette sorelline. Nei mesi successivi, calcano le scene, tra le altre, la compagnia Theatralia e la compagnia di Nino Rosa. Come pellicole, in cartellone troviamo prevalentemente drammi o commedie romantiche.
Tra le pellicole più rilevanti di questa fase ricordiamo: La città d’oro (Harlan, 1942) nel 1944, Canal Grande (Di Robilant, 1943) e I bambini ci guardano (De Sica, 1943) nel 1945 , L’incendio di Chicago (King, 1937 con Tyrone Power) nel 1946, Saratoga (Wood, 1945 con Gary Cooper e Ingrid Bergman) e La fiamma del peccato (Wilder, 1944) nel 1947, Parata di primavera (Koster, 1940) nel 1948 e Totò al giro d’Italia (Mattoli, 1948) nel 1949.

Nel 1950 il locale cambia ancora nome: il riferimento alle antiche grandezze romane appare fuori luogo e fuori moda nel dopoguerra. Nell’ambito della competizione in corso tra gli esercenti di terze visioni per accaparrarsi il primo posto nell’elenco alfabetico delle sale sui quotidiani (nell’autunno 1949 il cinema Abel aveva perso il primato, soppiantato dall’ABC), al cinema viene dato il nome di Abanera (1300 posti tra platea e galleria).
Oltre all’ingresso principale su viale Cassiodoro, il cinema ha un secondo accesso su via Rossetti, tra i civici 10 e 12, utilizzato solo come uscita: sopra il portone è presente l’insegna del cinema e ai lati due porta locandine reclamizzano i film in cartellone.
L'esotico nome scelto fa riferimento all'habanera, una danza popolare di origine spagnola (diffusasi, in seguito, a Cuba), simile al tango.
La nuova sala riesce a mantenere la prima posizione fino al novembre 1955, quando viene soppiantata dall’Abanella, a sua volta superata dopo solo un mese dall’Abadan.
La programmazione è di terza visione, prevalentemente commedie e film d’avventura. Intorno alla metà degli anni cinquanta la programmazione dell’Abanera, come quella di molte altre sale cittadine, propone saltuariamente il doppio spettacolo, abbinando la proiezione di un film alla diretta di una partita di calcio o di un programma televisivo di grande richiamo. Ad esempio, il 26 aprile 1956 19° stormo bombardieri (Wallace, 1943) è seguito alle 21:00 da Lascia o Raddoppia.
Inoltre, negli anni sessanta il cinema inizia ad programmare con una certa frequenza film per ragazzi nel fine settimana.
A partire dal 1968, l’Abanera, per contrastare la crescente concorrenza televisiva, che inizia a farsi sentire nelle terze visioni, propone stabilmente la doppia programmazione; ad esempio il 31 marzo 1968 ha in cartellone Khartoum (Dearden, 1966) e Jaguar professione spia (Labro, 1965), il 1 novembre dello stesso anno Quella carogna dell’ispettore Sterling (Miraglia, 1968) e Colpo grosso a Parigi (Grimblat, 1964), il 29 novembre Un uomo, una donna (Lelouch, 1966) e La calda preda (Vadim, 1965 con Jane Fonda).
Tra le pellicole più interessanti ospitate al cinema Abanera, ricordiamo: Non abbandonarmi (Clifton e Lupino, 1949) e La tragedia di Harlem (Werkel, 1949) nel 1950, Ragazze che sognano (Mamoulian, 1942) nel 1951, Sansone e Dalila (De Mille, 1949) e Sotto il cielo di Parigi (Duvivier, 1950) nel 1952, Trinidad (Sherman, 1952 con Rita Hayworth e Glenn Ford) nel 1953,
nel 1954:
Il prigioniero di Zenda (Thorpe, 1952), Gli uomini preferiscono le bionde (Hawks, 1953 con Marilyn Monroe e Jane Russell), La ragazza della domenica (Leonard, 1952), Un tram che si chiama desiderio (Kazan, 1951 con Marlon Brando) e Il sole negli occhi (Pietrangeli, 1953)
nel 1955:
L’oro di Napoli (De Sica, 1954 con Eduardo De Filippo, Totò e Sophia Loren), Il prigioniero della miniera (Hathaway, 1954 con Gary Cooper), Pane, amore e gelosia (Comencini, 1954 con Gina Lollobrigida) e Sabrina (Wilder, 1954 con Audrey Hepburn, Humphrey Bogart, William Holden)
Sangue misto (Cukor, 1956) e Il corsaro dell’isola verde (Siodmak, 1952 con Burt Lancaster) nel 1957, Quel treno per Yuma (D. Daves, 1957) nel 1958, Il sergente York (Hawks, 1941 con Gary Cooper) nel 1959, I quattrocento colpi (Truffaut, 1959),
nel 1962:
Sfida Infernale (Ford, 1946), Fraulein (Koster, 1958), Il pozzo e il pendolo (Corman, 1961) e I viaggi di Gulliver (Sher, 1960)
L’erba del vicino è sempre più verde (Donen, 1960 con Cary Grant e Deborah Kerr), Psycho (Hitchcok, 1960) nel 1963, Una moglie americana (Polidoro, 1964 con Ugo Tognazzi), Il grande sentiero (Ford, 1964) e Caccia al ladro (Hitchcock, 1955 con Grace Kelly e Cary Grant) nel 1966,
nel 1968:
Agente 007 – missione Goldfinger (Hamilton, 1964 con Sean Connery), Un uomo, una donna (Lelouch, 1966) e La calda preda (Vadim, 1965 con Jane Fonda)
Ventimila leghe sotto la terra (Tourneur, 1965 con Vincent Price) e Grazie Zia (Samperi, 1968) nel 1969,
nel 1970:
I due invincibili (McLaglen, 1969 con John Wayne e Rock Hudson), Il profeta (Risi, 1968), Faccia a faccia (Sollima, 1967), Kriminal (Lenzi, 1966), Sodoma e Gomorra (Aldrich, 1962; ried.), Straziami ma di baci saziami (Risi, 1968), I seicento di Balaklava (Richardson, 1968)
Il cinema Abanera chiude nel giugno 1970 per ristrutturazione e riapre nell’ottobre dello stesso anno,  rinnovato anche nel nome: Tiziano.

Il cinema Tiziano è operativo da metà ottobre 1970. Si tratta di una sala da 900 posti, dotata di sola platea. La ristrutturazione ha consentito al cinema un salto di qualità: la sala viene ora classificata tra le seconde visioni. Per alcuni mesi nel 1972 viene addirittura promossa tra i proseguimenti prime visioni, ma già nel settembre dello stesso anno ritorna tra le seconde visioni. Probabilmente la scelta di cambiare anche il nome (ripreso da quello dell’omonima via, poco distante dall’edificio), mira a fare un salto di discontinuità rispetto al passato, chiudendo il periodo di sala popolare di terza visione, per presentarsi al pubblico milanese nella sua veste rinnovata.
All’ingresso del locale c’è una porta a vetri a due battenti; una volta entrati, ci si trova in un atrio dal pavimento gommato con tondini circolari, simili a quelli delle stazioni della metropolitana.
La cassa è sul lato sinistro dell’atrio; l'ingresso in sala è parallelo alla cassa, più avanti lungo la stessa parete. Il Tiziano utilizza ancora il secondo accesso, su via Rossetti, come uscita. La cabina opera con proiettori Prevost metallizzati.
Dall’autunno 1972, per alcuni mesi la programmazione del Tiziano è spesso gemellata con quella dei cinema Eolo e Zodiaco: le tre sale, probabilmente tutte facenti capo alla stessa gestione, hanno in cartellone in contemporanea lo stesso film.
La programmazione del Tiziano è inizialmente a cura della E.C.I. e successivamente della Tiziano S.r.l. una società a parte della GEAD, che segue anche Giardini, Impero e Cielo.
Nei fine settimana la sala – proseguendo una consuetudine iniziata con l’Abanera – mette spesso in cartellone pellicole per ragazzi: questa tipo di programmazione si consolida nelle abitudini dei milanesi, tanto da essere ricordata come tale dagli abitanti del quartiere ancora oggi (2011). Altra caratteristica del locale è quella di essere sempre stato considerato come sala di quartiere, molto frequentata dai residenti della zona; tant’è che anche negli anni da “proseguimento prime visioni” la pubblicità sui quotidiani attraverso i flani è pressoché assente.
Nell’autunno 1976 la riorganizzazione delle sale sulle pagine dei quotidiani porta alla scomparsa dei proseguimenti prime visioni: il Tiziano non riesce a passare tra le prime visioni e viene classificato tra le sale della zona Sempione-Magenta.
Nel 1976, a seguito di alcuni cambi di proprietà all’interno dei condomini confinanti tra via Rossetti e viale Cassiodoro, viene chiuso l’accesso su via Rossetti e d’ora in avanti gli spettatori possono uscire solo su viale Cassiodoro.
Tra le pellicole più interessanti ospitate al cinema Tiziano, ricordiamo:
nel 1970:
I lupi attaccano in branco (Cirino, 1970), probabile film in cartellone all’apertura della sala, Chisum (McLaglen, 1970 con John Wayne) e Splendori e miserie di Madame Royale (Caprioli, 1970 con Ugo Tognazzi)
nel 1971: Comma 22 (Nichols, 1970 con Alan Arkin, Orson Welles e Art Garfunkel), Rio Lobo (Hawks, 1970 con John Wayne), Il Corsaro Nero (Enzo Gicca Palli alias Vincent Thomas, 1970 con Terence Hill e Bud Spencer), Carter (Hodges, 1971), Il sasso in bocca (Ferrara, 1970), Quando gli uomini armarono la clava e... con le donne fecero din don (Corbucci) e Cavalieri Selvaggi (Frankenheimer) 
nel 1972: Continuavano a chiamarlo Trinità (E.B. Clucher alias Enzo Barboni, 1971), La via del rhum (Enrico, 1971), Faccia a faccia (Sollima, 1967 con Gian Maria Volonté) e L’abominevole Dr. Phibes (Fuest, 1971 con Vincent Price)
Arancia meccanica (Kubrick, 1971) e 1999: la conquista della terra (Thompson, 1971) nel 1973, Sessomatto (Risi, 1973) e L’organizzazione ringrazia: firmato il Santo (Baker, 1970 con Roger Moore) nel 1974, Il seme del tamarindo (Edwards, 1974) nel 1975, La pantera rosa colpisce ancora (Edwards, 1975), Gente di rispetto (Zampa, 1975 con Franco Nero),
nel 1976:
Per un pugno di dollaro
(Leone, 1964), Per qualche dollaro in più (Leone, 1965), La prima notte di quiete (Zurlini, 1972), Il padrone e l’operaio (Steno, 1975 con Renato Pozzetto), Napoli violenta (Lenzi, 1976), e Una donna chiamata moglie (Troell, 1974 con Gene Hackman)
Il texano dagli occhi di ghiaccio (di e con Clint Eastwood, 1976), Napoli spara (Caiano, 1977), Maladolescenza (Murgia, 1977 con Lara Wendel e Eva Jonesco), L’impero dei sensi (Ôshima, 1976) nel 1978.
Nella seconda metà degli anni settanta la crescente concorrenza televisiva, riduce significativamente il pubblico dei cinema non di prima visione assoluta: sia i proseguimenti, sia le seconde visioni registrano forti cali negli incassi. Il problema è particolarmente sentito per una sala come il Tiziano, dalle dimensioni medio-grandi e con elevati costi di gestione.
La gestione si vede costretta ad orientarsi verso soluzioni più remunerative e il locale nel 1978 inizia a mettere in cartellone film erotici, per poi passare nel 1979 tra i cinema a luce rossa.
Curiosamente, negli anni successivi, in occasione delle festività religiose (Natale, Venerdì Santo, Pasqua) il cinema sospendeva per la giornata la programmazione hard, per mettere in cartellone film western o polizieschi. Dopo i buoni risultati dei primi anni, nella seconda metà degli anni ottanta, il massiccio avvento dell’home-video porta al declino di questi locali. Nel 1989 il locale ha in cartellone il “famoso” Carne bollente interpretato da Ilona Staller-Cicciolina e dal divo del porno John Holmes. Come il cinema Rosa-Oscar, anche il Tiziano era frequentato dai militari della vicina caserma di via Mascheroni.
Tra i titoli dell’ultimo periodo a luce rossa: Il penetrante profumo dell’adulterio (Safa, 1975) nel 1978, Febbre erotica del piacere (Reinhard), Amanda - Le avventure erotiche di una ragazza squillo (Guy, 1978) e Sexy Moon nel 1980, Erotic Excitation (Von Anustroff) nel 1981, Con la zia non è peccato nel 1982, Femmine calde nel 1987, Carne bollente (R. Schicchi, 1987 con Ilona Staller-Cicciolina e John Holmes) nel 1989, Mia moglie e gli altri nel 1990
Il Tiziano cessa l’attività nell’estate del 1990.
Lo spazio dell’ex-cinema è stato occupato prima da una profumeria e attualmente (2011) da una farmacia, con annesso angolo bar. L’ingresso, su viale Cassiodoro, ha conservato la pensilina del cinema sopra la quale la scritta “farmacia” è posta in maniera da rievocare l’insegna cinematografica di un tempo.

 

Il cinema Abanera negli anni cinquanta (per gentile concessione di Willy Salveghi)  
L’accesso su via Rossetti                                                     
foto 1 - foto 2*

Manifesto del cinema Abanera in via Rossetti, nella seconda metà del 1955
In programmazione Giungla rossa (Breakston, 1953)
(per gentile concessione di Willy Salveghi)                                           foto*

L’ex cinema Tiziano nel maggio 2008
La facciata                                                                            foto 1foto 2
Lo stabile verso corso Sempione                                             
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Lo stabile verso via Belisario/via Tiziano                                
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L’ex-accesso su via Rossetti nel 2012 (per gentile concessione di Umberto Ferrari)  
Il palazzo su via Rossetti con l’ex-accesso a sinistra del bar Vittorio   
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Il portone che fungeva da accesso                                         
foto 1 - foto 2
Il cortile interno, sullo sfondo l’ex-sala                                    
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Il fianco destro dell’ex sala, visto dal cortile interno                  
foto 1 - foto 2
Il muro laterale sinistro dell’ex-sala, visto da viale Cassiodoro   
foto 1foto. 2

Vista aerea dell’ex cinema Tiziano nel 2010                      foto

Manifesti tipografici del cinema Savoia: (fonte: Cineteca Italiana –  www.lombardiabeniculturali.it)
1941
Il romanzo di un medico                                                   
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1942
Scampolo                                                                            
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Annunci pubblicitari su quotidiani – Giulio Cesare:
Totò al giro d’Italia tamb. 31 mar. 1949                                immagine

Annunci pubblicitari su quotidiani - Tiziano:
Corvo rosso non avrai il mio scalpo  – tamb. 20 ott. 1973, in contemporanea
 con Las Vegas, Poliziano e Zodiaco (per gentile concess. di Willy Salveghi)
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Articoli su quotidiani:
Pensionato muore al cinema Tiziano   – 3 mar. 1986,  
(per gentile concessione di Willy Salveghi)                                           immagine

Mappa di Milano
Posizione del cinema                                                               immagine

* l’asterisco segnala foto o materiale di particolare interesse

ultimo aggiornamento: lug. 2013

Si ringraziano Benedetta Guidicini e Willy Salveghi per le notizie fornite
Umberto Ferrari per il servizio fotografico 2012

 

 

Si invitano i numerosi giornalisti e lettori che utilizzano i testi del sito
(spesso con semplici copia/incolla) a citare la fonte