Under Capricorn

Under Capricorn: un inatteso fiasco (1937-49)

            “Non avevo un’ammirazione particolare per questo libro e probabilmente
             non avrei mai scelto di farne un film se non mi fosse sembrato adatto a
            Ingrid Bergman”
            Hitchcock parla di Under Capricorn con F. Truffaut (1967)

Helen de Guerry Simpson, nata a Sidney nel 1897, pubblica nel 1937 Under Capricorn, un romanzo ambientato nell’Australia del 1831. L’intreccio racconta le vicende della nobile Henrietta la quale ha sposato in Inghilterra lo stalliere Alfred Flusky; la coppia finisce coinvolta nell’omicidio del fratello della donna, Alfred si confessa colpevole e viene esiliato nella colonia penale di Sidney (sotto il tropico del Capricorno). Henrietta lo segue e la coppia ricomincia una nuova esistenza ai margini della società australiana. Scontata la pena, Alfred si mette in affari e diviene molto ricco ma non viene accettato dalla buona società in quanto ex detenuto. L’arrivo del ventenne Charles Adare, cugino di Henrietta e nipote del governatore della città, trova i coniugi in piena crisi: la donna (di circa quarant’anni) è alcolizzata e l’uomo non sa come recuperarla ad una esistenza accettabile. Inoltre una sinistra governante si aggira per la grande casa: innamorata di Alfred cerca segretamente di peggiorare lo stato di salute della padrona di casa. Intanto il cugino si sforza di fare uscire Henrietta dal suo isolamento; poi però si innamora di Sue (personaggio assente nel film) e parte per un lungo viaggio durante il quale giungono a Sidney voci infondate che lo danno per morto. In seguito le tensioni aumentano e sfociano in un melodrammatico scioglimento: la governante viene scoperta e Henrietta confessa (a Sue) di essere la vera colpevole dell’omicidio del fratello, in Inghilterra. Ciononostante tutto si aggiusta: la coppia ritrova la propria intesa e la governante viene allontanata.
Il romanzo è insomma un insieme di luoghi comuni redatti dalla Simpson con uno stile piuttosto ordinario. Hitchcock stesso ammetteva di non amarlo troppo e tuttavia vi aveva visto un mezzo ideale per valorizzare nuovamente Ingrid Bergman; inoltre aveva certamente individuato in quel complicato intreccio alcune tematiche già centrali nei suoi maggiori successi hollywoodiani: la perfida governante (già in Rebecca), la protagonista femminile a disagio nella grande casa australiana (sempre Rebecca) e schiava dell’alcolismo (come la spia dilettante di Notorious); c’erano anche dei precisi rimandi al Caso Paradine (sia l’amore tra lo stalliere e la bella signora Paradine, sia l’attrazione impossibile tra la protagonista femminile, in entrambi i casi colpevole di un omicidio, e una figura maschile esterna al suo microcosmo familiare) nonché a quel filone letterario che fa capo a L’amante di Lady Chatterley (David Herbert Lawrence, 1928).
Nella versione cinematografica di Under Capricorn (ott. 1949; 117 min; t. it.
Il peccato di Lady Considine) Charles è un trentenne e, anziché innamorarsi di Sue (assente nel film) e partire per un lungo viaggio, rimane sempre presente, divenendo il classico rivale del marito. La grande scena del ballo, interrotta dall’arrivo inatteso di Alfred è un’invenzione di Hitchcock e dei suoi sceneggiatori mentre la confessione di Henrietta, apice della pellicola, avviene per forza alla presenza di Charles (mancando la figura di Sue) il quale, ormai perso, cerca di allontanarla da un marito che ritiene indegno d lei..
In ogni caso – al di là delle modifiche abbastanza marginali (il cuore del racconto rimane, in entrambi i casi, il rapporto tra Henrietta e Alfred) - il film non accende l’estro dell’autore: semmai esso accentua tutti i difetti già presenti nei lavori sopracitati di cui ricicla figure e situazioni (film, tra l’altro, assai sopravvalutati, come si è detto), pervenendo a una pellicola pesantemente teatrale, verbosa, tutta giocata in interni (certamente per risparmiare, visto che la sola presenza della “costosa” Ingrid Bergman sembrava sufficiente a garantire il successo del film) e completamente priva di mordente. Anche i numerosi elementi che dovrebbero suscitare tensione come il crescente interessamento di Charles (Michael Wilding) nei confronti di Henrietta; la oscure macchinazioni della governante Milly (Margaret Leighton) non vengono valorizzate da una regia troppo intenta a raccontare i tromenti della protagonista. Certamente la Bergman è all’altezza del complesso  ruolo, Joseph Cotten (al suo fianco nel ruolo di Alfred) non sfigura e anche l’uso del colore, in cui prevalgono tinte vivide e al tempo stesso scure, è espressivo; ma tutto ciò non basta a salvare un intreccio melodrammatico senza vita. Il momento più valido resta l’ ”aria della primadonna” ovvero la lunga, drammatica confessione di Henrietta a Charles (poco oltre la metà del film) commentata da un flessibile discorso sonoro, pronto a valorizzare tutte le svolte dello sconvolgente monologo.
Questa pasticciata miscela di Rebecca e Notorious – che, sulla carta, doveva essere garanzia di successo planetario (considerata la strepitosa fortuna commerciale delle due pellicole prese a modello) – si risolve nel massimo fiasco commerciale e critico di Alfred Hitchcock: il film addirittura ritorna nella proprietà delle banche finanziatrici e questo lo rende invisibile per alcuni decenni. Come sempre in questi casi si crea un falso alone intorno all’opera, semplicemente perché non più disponibile.
In Under Capricorn il regista inglese si è dimenticato di essere innanzitutto un insuperabile narratore di vicende a suspense e ritiene di poter firmare un grande successo anche nell’ambito del dramma in costume (in fondo anche Rebecca parzialmente lo era); la pesante disillusione allontana definitivamente Hitchcock da qualsiasi genere differente da quello poliziesco.